"Forse sarà stato il caldo e l'afa soffocante che in questi giorni attanaglia il Paese e surriscalda la testa di qualche assessore avventurista, ma non possiamo lasciare sotto silenzio la proposta che arriva dalla Sicilia. Siamo effettivamente esterrefatti circa l'ipotesi che il responsabile alla cultura della regione possa cedere a privati la Valle dei Templi e altri gioielli che fanno parte del patrimonio del nostro Paese". Lo dice Vincenzo Cerami, esponente del Pd e ministro ombra dei Beni culturali.
"Lo Stato che appalta i suoi tesori ci sembra una proposta irricevibile - aggiunge - Suggerisco, quindi, all'assessore Antinoro e al neo sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, che si è subito accodato (probabilmente anche lui sotto il pericoloso influsso del solleone) di aspettare l'autunno e con un clima più adatto, a mente fresca, riflettere meglio su questa sciagurata ipotesi"
Della stessa opinione il presidente del gruppo Pdl all'Ars, Innocenzo Leontini, che ha inviato una richiesta al presidente della commissione Cultura affinché convochi una seduta per l'audizione dell'assessore Antinoro, e del suo capogabinetto e sovrintendente, Adele Mormino.
Giungono ancora reazioni alla proposta dell'assessore regionale ai Beni culturali Antonello Antinoro di privatizzare la gestione di alcuni siti archeologici e monumentali siciliani. "Immaginavo, anzi auspicavo - ha detto Giacomo Di Benedetto, deputato del Pd all'Ars - che il primo atto dell'assessore regionale Antonello Antinoro andasse nella direzione di un vero e concreto rilancio dei beni culturali e ambientali in Sicilia. Invece no. Assistiamo ad una iniziativa con cui Antinoro intende affidare ai privati, per un periodo di 30 anni, il pacchetto completo dei siti turistici. Tutto questo é assurdo e incondivisibile".
Anche Nicola Cristaldi, deputato del Pdl e già sindaco di Calatafimi Segesta, ha ribadito: "Giù le mani dai siti archeologici".
"Le esperienze del passato mi hanno insegnato - ha affermato Cristaldi - a essere diffidente di quel privato che si sostituisce alla pubblica amministrazione nella gestione di luoghi culturali di alto livello. I privati possono essere partners ma non vanno individuati come elementi sostitutivi del
potere pubblico".
Deciso no anche dal Fai, il Fondo italiano per l'ambiente presieduto da Giulia Mozzoni Crespi, all'ipotesi di privatizzazione della Valle dei Templi. Beni di tale importanza "sono e devono restare pubblici in virtù del loro valore simbolico", fa notare l'associazione ambientalista alla quale il neo sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi ha proposto di affidare il progetto messo in campo dall'assessore regionale ai beni culturali della Sicilia Antonello Antinoro (Udc). Un invito al quale l'associazione risponde con la richiesta a Stato e Regione Sicilia a "non rinunciare al proprio compito istituzionale".
Cedere la gestione e la valorizzazione dell'intero parco di Agrigento - la più vasta area archeologica greca in Italia, singolare integrazione di arte e natura -, fa notare il Fai, "apparirebbe come una rinuncia definitiva dell'Ente Pubblico a uno dei suoi compiti primari".
La Valle dei Templi, così come altri siti archeologici come Pompei o monumenti come il Colosseo, ribadiscono i responsabili della associazione, "per la loro vastità e il loro immenso valore culturale, non possono essere ceduti a privati perché necessitano di una gestione che va ben oltre le logiche del profitto, inevitabili e corrette per un soggetto privato". Si tratta di tesori straordinari, proseguono, "che richiedono una continua attenzione culturale e scientifica che solo lo Stato con le proprie svariate strutture e competenze può garantire".
Il Fai si augura quindi "che lo Stato non rinunci ai propri doveri, difendendo un bene che appartiene a tutti i cittadini italiani e che è anche patrimonio dell'umanità" e chiede 'di agire con fermezza per mantenere inalterata la bellezza del paesaggio, proteggendolo dalla speculazione edilizia, intervenendo sulla viabilita', per esempio con la chiusura al traffico della strada che attraversa la Valle e incrementando il turismo, con strutture non invasive e rispettose dell'ambiente".