L’isola come Eden, come laboratorio, come osservatorio privilegiato e come luogo delle contraddizioni, come approdo e come terra di passaggio. A ragionare sul concetto di isola, a partire dalla Sicilia, saranno da domani allo Steri grandi scrittori, intellettuali, studiosi italiani e di lingua francese, in occasione del convegno internazionale organizzato dall’associazione Italiques e dall’Università degli Studi di Palermo. Tra i partecipanti Vincenzo Consolo con una relazione su “Vittorini, da Siracusa alle città del mondo”; il presidente dell’associazione Italiques Paolo Carile; Dominique Budor, che parlerà del “Romanzo contemporaneo della Sicilia tra terra e mare”, il francesista prorettore vicario dell’Università di Palermo Giovanni Santangelo, che investigherà sull’idea di isola come metafora della crisi dell’uomo contemporaneo. E ancora Michèle Gendreau-Massaloux, Marc Quaghebeur, Fatma Haddahd, François Moureau, Philippe Roger, Marie-France Renard, Laura Restuccia, Sylviane Léoni, Nicolas Bonnet, Valeria Pompejano, Raoudha Guemara, Bruno Pompili, Walter Zidaric, Tiziana Goruppi: tutte voci che a vario titolo hanno indagato il rapporto tra le culture, gli sguardi incrociati tra Nord e Sud.
L’incontro di studi, che si apre domani 5 giugno alle 16, nella Sala Magna dello Steri, e che continuerà venerdì 6 con sessioni mattutine e pomeridiane, è organizzato in collaborazione con “Italiques”, associazione internazionale “triangolare” tra Italia, Francia e Belgio che mira a diffondere la cultura e la produzione letteraria in lingua francese in Italia, e, al contrario, quella italiana nei Paesi francofoni. All’associazione, cui aderiscono numerosi enti e istituzioni internazionali tra cui l’Università di Palermo, ha tra i componenti intellettuali, letterati e artisti come Ettore Scola, Vincenzo Consolo, lo scultore Emilio Isgrò, Giovanni Santangelo. L’associazione organizza convegni internazionali in Italia, in Francia o in Belgio e promuove un Prix annuale che è stato in passato assegnato a personaggi come Alberto Arbasino e lo scomparso cineasta belga André Delvaux.
Questa volta, dopo il convegno di due anni fa a Palermo sulle scritture delle migrazioni, il cuore del convegno torna a battere nel Mediterraneo. “Il Mediterraneo nutre un immaginario collettivo – dice Santangelo – intessuto di migrazioni, di odissee, di esotismi, di esili, di alleanze, di guerre fratricide. Questo immaginario non finisce di nutrire una letteratura vastissima, che va dal genere epico al tragico, dal romanzo alla poesia”.
Il convegno sarà l’occasione per annunciare l’istituzione a Palermo, nei locali universitari di via Divisi, della sede di rappresentanza in Italia dell’associazione Italiques. Un segnale importante, che conferma il ruolo privilegiato di Palermo nelle relazioni con le culture del bacino mediterraneo, come dimostra anche la presenza al convegno di Marc Cheymol, direttore dell’Agence Universitaire de la Francophonie, fra le più grandi istituzioni nel campo dell’insegnamento e della ricerca in lingua francofona.