"La storia d'Italia vista con gli occhi delle donne". E' il tema del seminario organizzato per domani sera a Roma al Teatro Piccolo Eliseo dalle 16.30, in occasione della presentazione del libro di Paola Severini 'Le mogli della Repubblica',edito da Marsilio. All'incontro partecipera' un nutrito gruppo di storiche del Novecento, da Cecilia Novelli ad Emma Fattorini, da Elsa Romano a Gabriella Pinnaro' e alcune donne speciali della nostra epoca: Tullia Zevi, Graziella Lonardi Bontempo, Lella Golfo, Laura Pellegrini, Daniela Viglione, Giuliana Del Bufalo, Giulia Fossa', Sandra Servidori, Marcelle Padovani e Maria Pia Daniele. Durante l'incontro verra' anche proiettato un sunto delle interveste realizzare per la Rai da Paolo Severini a Clio Napolitano, Carla Pertini, Lella Bertinotti, Livia Andreotti, Linda D'Alema, Anna Maria De Mita, Maria Pia Fanfani, Eugenia Goria, Luisa Marini, Luisa Morlino, Flavia Prodi e Giulia Violante.
Al termine della proiezione seguira' un dibattito sulla societa' e sulla politica italiana dei rispettivi anni. I periodi presi in esame saranno quelli gia' identificati nel catalogo della mostra e nell'omonimo libro 'Le mogli della Repubblica - La storia d'Italia vista con gli occhi delle donne': il primo dopoguerra, gli anni del boom economico, gli anni '70 e '80e infine la seconda Repubblica. (Adnkronos) - Il 2 giugno '46, per la prima volta in Italia, in occasione del referendum sulla scelta tra la monarchia e la Repubblica, le italiane possono votare. Il numero delle donne che esercitano finalmente questo diritto e' pari al 56%. Comincia una nuova stagione per il Paese.
Negli stessi anni, sottolinea l'autrice del volume, l'Assemblea costituente composta da molti uomini e soltanto pochissime donne, sancisce con l'articolo 29 della nostra Costituzione che "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio e' ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limitistabiliti dalla legge a garanzia dell'unita' familiare". Figure di contorno sarebbero state, negli anni seguenti, le "donne della Repubblica", mogli, figlie, madri di coloro che come Capi dello Stato e primi ministri avrebbero contribuito a guidare le sorti del nostro Paese.
Perche' mai negli Stati Uniti, o per restare piu' vicini a noi in Francia, o in Gran Bretagna, oppure in Germania, le consorti, le figlie, le madri hanno avuto e continuano ad avere un ruolo diverso? L'italia, il Paese della cultura, della moda, dell'immagine insomma, non ha avuto un'ambasciatrice del calibro di Jacqueline Bouvier Kennedy.
Avrebbe potuto averla?
E' necessario, auspicabile, che questo avvenga? Secondo alcuni autorevoli giornalistidi costume, evidenzia Severini, "assolutamente" no, "l'Italia e' gia' troppo permeata d'immagine e quindi una bellezza di contorno ad un uomo di governo come un primo ministro, oppure un Capo dello Stato, suonerebbe eccessiva e falsa, perfino".
D'altra parte il futuro di un Paese si gioca all'estero, con la presentazione dei suoi prodotti piu' importanti in maniera accattivante (e i nostri prodotti importanti sono proprio cultura, moda, gusto, costume), e in Italia, nazione fortemente legata alla famiglia e alla coppia come nucleo fondante della societa', si gioca il presente, la politica quotidiana, la credibilita', l'affidabilita' di un leader.
Non a caso, conclude Severini, da noi si dice che dietroun grande uomo c'e' sempre una grande donna. Obiezione: perche' non ilcontrario?.