Mostra sull'arte spagnola inaugurata dal Ministro della Cultura spagnolo riapre il canale dei rapporti culturali tra la Spagna e la Sicilia.

17 maggio 2008
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 Una mostra sull'arte spagnola degli ultimi 50 anni riapre il canale dei rapporti culturali tra la Spagna e la Sicilia. Il valore dell'esposizione, ospitata a palazzo Sant'Elia restaurato dalla Provincia regionale di Palermo, è testimoniato dalla presenza del ministro spagnolo della cultura Cesar Antonio Molina.

Intervenendo alla presentazione di "España. Arte spagnola 1957-2007", Molina ha ricordato il suo personale legame con Palermo, "una delle mie città preferite". Proprio per questi legami, ha sottolineato, Palermo è la "sede ideale per una grande mostra che mette a fuoco i tratti salienti dell'identità culturale di un paese presenti anche nello spirito dell'animo siciliano".

La Spagna è, secondo Molina, un paese che "guarda al futuro senza dimenticare il passato". Le svolte del Seicento, quando Spagna e Sicilia partecipavano a una rivoluzione estetica e di pensiero, si proiettano nel Novecento. E proprio nel Novecento, ha aggiunto il ministro, si realizza la significativa convergenza di idee tra Miguel de Unamuno e Fausto Pirandello, tra Ramon del Valle-Inclan e Giovanni Verga. Molina ha poi citato Leonardo Sciascia e Vincenzo Consolo tra gli scrittori siciliani che hanno dato continuità al rapporto culturale tra Spagna e Sicilia.

Sicinform

La mostra viene allestita in Sicilia (fino al 14 settembre) perché trova qui il suo contesto culturale più naturale. E perché, aggiunge Molina, tocca temi ben presenti nello "spirito dell'animo siciliano". Alla presentazione della mostra, che resterà aperta fino al 14 settembre a palazzo Sant'Elia, sono intervenuti tra gli altri l'ex presidente della Provincia regionale Francesco Musotto (ora deputato all'Ars) e la commissaria Patrizia Monterosso, il presidente del consiglio provinciale Maurizio Gambino, la direttrice dell'istituto "Cervantes" Carmen Caffarel.

Il progetto della mostra era stato messo a punto con Musotto il quale ha ricordato oggi l'impegno della sua giunta per la promozione culturale e il recupero di un vasto patrimonio architettonico. Palazzo Sant'Elia, sede dell'esposizione, è uno degli edifici recuperati con un progetto partito nel 2005. L'edificio é destinato a ospitare grandi esposizioni e altre attività culturali.

Durante i lavori di restauro sono stati portati alla luce affreschi del XVI secoloL'identità della Spagna si ritrova in un percorso artistico che tocca i temi principali della complessità culturale di un paese: l'utopia, la violenza, il sogno, il conflitto.

E' questo affresco a dare senso a una grande mostra in Sicilia che, come ricorda il ministro spagnolo Cesar Antonio Molina, da quattro secoli condivide con la Spagna un gioco di reciprocità e di riflessi, di continuità e di somiglianze. Questo e altro si ritrova nel centinaio di opere di settanta autori che compongono l'esposizione "España. Arte spagnola 1957-2007", inaugurata oggi a palazzo Sant'Elia di Palermo.

Gli artisti iberici più conosciuti come Picasso, Mirò, Dalì, Tapies, Muñoz, Arroyo, Ortiz e meno noti raccontano il travaglio artistico-culturale del loro paese degli ultimi cinquant'anni.

Dipinti, sculture, installazioni, fotografie vengono dai maggiori musei del mondo e approdano qui in un percorso che il curatore Demetrio Paparoni ha organizzato non in un ordine cronologico ma in sezioni che anche nel titolo propongono un richiamo evocativo: "Qujotismo tragico", "Misticismo pagano", "Existencialismo barrocco", "Tenebrismo hispanico", "Abstraccion simbolico-formal". In queste sezioni si ritrovano, nell'interpretazione di Paparoni, i caratteri essenziali dell'identità spagnola come il donchisciottismo, la concezione del sesso, il senso tragico della vita, il passaggio vissuto come rivoluzione culturale dalla dittatura franchista alla movida zapaterista. L'anno di svolta è il 1957.

L'anno della costituzione del gruppo di El Paso viene colto come il momento di passaggio dalla nodernità alla contemporaneità. Ma siccome oggi la Spagna, ha avvertito Molina, è un paese che guarda al futuro senza dimenticare il passato il solco dell'itinerario artistico e culturale si preoccupa di sottolineare una continuità di stili e di contenuti.

La Spagna di oggi non può essere quindi compresa senza il rimando al suo travaglio storico e senza una rivisitazione del donchisciottismo, una costante della cultura spagnola che si ripropone in ogni epoca sia pure con soluzioni formali diverse. .(

 

Fonte: ansa
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