Palermo. Al via il restauro dell’ex convento di Sant’Antonino

16 maggio 2008
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Partono nuovi lavori di restauro nell’ex convento di Sant’Antonino. L’Università di Palermo e la Soprintendenza ai Beni culturali hanno consegnato questa mattina il secondo stralcio del recupero del complesso monumentale alla ditta Consart Scrl di Valverde, che si è

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aggiudicata l’appalto con circa 3 milioni e 800 euro, e che avrà 18 mesi di tempo per completare i lavori. Alla cerimonia di consegna hanno preso parte il rettore Giuseppe Silvestri, la soprintendente ai Beni culturali Adele Mormino, il prorettore all’Edilizia Salvatore Di Mino, il capo dell’ufficio tecnico dell’Ateneo, Antonino Catalano, e Matteo Scognamiglio, responsabile per il servizio Beni architettonici della Soprintendenza.

 

L’opera, finanziata dall’assessorato regionale ai Beni culturali, consisterà nel consolidamento e nel recupero del corpo di fabbrica dell’ex convento sul lato di via Perez, che si estende per circa duemila metri quadrati, nell’apertura di parte del porticato e nel rifacimento della copertura. Per seguire i lavori è stato costituito un ufficio congiunto tra Ateneo e Soprintendenza: direttori dei lavori sono Giuditta Fanelli, per conto della Soprintendenza, e Domenico Policarpo, per l’Università.

 

“La convergenza di intenti tra le due istituzioni – afferma il rettore Silvestri – ha dato la possibilità di avviare un’opera di recupero di uno dei luoghi più preziosi del patrimonio edilizio dell’Ateneo. La possibilità di portare avanti il restauro di quest’edificio ci consentirà di offrire nuovi spazi e nuove strutture ai nostri studenti e all’intera città”.

 

Lavori che si affiancano a quelli del primo stralcio già in corso, appaltati la scorsa estate al Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna con circa 4 milioni e 600 mila euro, e che consentiranno di rendere totalmente fruibile un importante pezzo della storia architettonica della città. Acquisito dall’Università di Palermo nel 2003, l’ex convento di Sant’Antonino è destinato a ospitare il polo linguistico con le aule didattiche e i laboratori.

 

L’ampio complesso edilizio, che confina con la omonima chiesa (entrambi progettati da Mariano Smiriglio), vanta una storia di quasi 400 anni e fu costruito per ospitare i frati francescani in un luogo più vicino alla città rispetto al convento di Santa Maria di Gesù. Un complesso architettonico dall’imponente solennità con all’esterno un grande cortile quadrato circondato da un porticato con alte colonne in billiemi e all’interno saloni con volte a botte e a crociera.

 

Ai primi del ‘900 venne utilizzato come “caserma della sussistenza” e in una sua ala venne installato un mulino, prezioso reperto di archeologia industriale, che si è conservato pressoché intatto.

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