Dopo "mPalermu" e "Vita mia", Emma Dante, una delle piu' significative autrici di teatro, da' alle stampe"Carnezzeria" (Fazi Editore), terza tappa della sua trilogia sulla famiglia siciliana. Nina, figlia vittima dei propri fratelli e del padre che la trattano come una reclusa, come una di cui e' lecito abusare.La vita di Nina si intreccia a quelle dei suoi parenti, storie di "famiglie di carne da macello, con i loro legami morbosi, con fughe isteriche e paralizzanti, i tentativi folli e disperati di ritardare fino allo stremo delle forze l'ultimo giro prima della morte. Storie di famiglie dal ventre fertile e deformato dove troppi figli si accalcano e succhiano linfa da un groviglio di cordoni ombelicali". Il volume verra' presentato domani alle 18.30 presso la Feltrinelli Libri e Musica di Roma alla presenza dell'autrice insieme a Rodolfo Di Giammarco e Alessio Piazza.
Quella descritta dalla Dante sará la sua famiglia. Non certo la famiglia siciliana.
Potrebbe anche essere ua famiglia austriaca, almeno a giudicare dalle cronache attuali. La verità è che, oggi in Italia, a prendere spunto da ogni più piccola disfunzione per generalizzarla e parlar male a tutto campo della Sicilia si fa fortuna. Sono tanti gli esempi.