Giuseppe Mignosi, professore di storia e filosofia in pensione, classe 1933, custodisce carrozze di varie epoche e di diverse nazioni, frutto di circa quarant’anni d’approfondita e appassionata ricerca, e a questi “pezzi d’epoca” ha dedicato tutta la sua vita.
“Noi siamo la storia non scritta, viviamo per l’amore di chi ci ha salvato” è la scritta riportata su un cartello affisso all’entrata di un museo. Il museo Mignosi, che custodisce carrozze di varie epoche e di diverse nazioni, dove si respira un’aria magica, mista tra storia e leggenda. Con le carrozze di Giuseppe Mignosi, professore di storia e filosofia in pensione, classe 1933, è possibile fare un viaggio nel passato attraverso ricordi forse dimenticati, grazie ad un patrimonio di valenza internazionale che rappresenta un’epoca e in certi casi una moda che ha segnato la storia. Palermo, in particolar modo, ebbe le più belle carrozze della Sicilia appartenute ad importanti famiglie blasonate come quella dei Trabia, dei Mirto, dei Niscemi, dei Butera, ma anche come quelle delle famiglie inglesi dei Whitaker, degli Horton, degli Hopps. Il Museo di Mignosi, costituito da circa venticinque esemplari, recupera un pezzo di storia, dal momento che le carrozze rappresentano il costume e la cultura di epoche diverse.
La “Carrozza” figlia dell’antica “Carruca” romana, pare sia stata inventata in Ungheria nel 1457, nella cittadina di Kotoe, anche se già nel 1403 Isabella, moglie di re Carlo VI di Francia si dice sia entrata a Parigi su un cocchio coperto e sospeso. E ancor prima, nel 1300 pare che per le nozze di Galeazzo Visconti e Beatrice D’Este apparve la prima carrozza, però ancora con la cassa posata direttamente sull’asse delle ruote. In Italia fece la sua prima apparizione nel 1530, con l’uso dei vetri che divennero un’innovazione generale, mentre veniva creata a Berlino la prima berlina dal prototipo dell’architetto piemontese Filippo di Chiese per l’Elettore di Brandeburgo Filippo Guglielmo. Carrozza di gran lusso, la berlina ebbe rapida diffusione come mezzo di rappresentanza in tutte le corti europee. Nell’età di Luigi XIV nasce il coupé, con cui la carrozza raggiunse il culmine dell’eleganza decorativa e della leggerezza. Poi nacquero le diligenze per i servizi pubblici tra le città, si diffuse il tilbury inglese a due ruote, il landau (che si pronuncia per come è scritto, perché prende il nome dall’antica città tedesca Landau), le vetture empire a culla e le carrozze chiuse da viaggio. Ricomparvero nel 1826 le carrozze chiamate omnibus, nate nel 1662 con scarso successo, e ancora in Inghilterra vennero di moda le cabriolet. Sempre nel Museo di Mignosi si possono ammirare raffinati esemplari di carrozze storiche, come quella di Franca Florio “una briska che acquistai per poche lire intorno gli anni ’50 – dice Mignosi – e la trovai buttata in un deposito-rimessa in piazza Magione, di proprietà della famiglia Leto, soprannominata Naticchia, che per generazioni aveva lavorato su quasi tutte le carrozze della nobiltà palermitana”. Una splendida briska fabbricata nel 1820 in Germania da Truppe Maberly – London, sicuramente giunta a Palermo con i Whitaker che poi la cedettero ai Florio. Un gioiello di grande raffinatezza con i fanali d’argento, l’interno in pelle pregiata, con i pomelli esterni in ottone e la leva interna in avorio.
Il museo custodisce anche carretti d’epoca databili alla fine del ‘700 e qualcuno anche del ‘600 del tipo utilizzato dai monatti, ma vi si trovano anche due calesse e degli antichi finimenti per cavalli, degli oggetti e attrezzi agricoli, documenti storici, costumi d’epoca e splendide sellerie antiche di casato. Un’iniziativa privata che valorizza i beni culturali della nostra Sicilia e che tramanda ai giovani il frutto di tanti insegnamenti che sono racchiusi nella realizzazione di importanti gioielli d’arte, come possono essere proprio le carrozze d’epoca. Promuovere la divulgazione storica, artistica, tecnica, culturale e didattica attraverso la riscoperta delle carrozze e dell’ambiente ippico, è sicuramente un buon inizio per ritrovare pezzi di storia che fanno parte della nostra cultura e che rischiano di finire nel buio del passato.
“Creare un Museo della carrozza d’epoca a livello Regionale è sicuramente un’iniziativa che manca in Sicilia – dice Mignosi - e che potrebbe riscuotere un grande consenso turistico, come avviene per i famosi musei di Roma, Milano, Verona ai quali non abbiamo nulla da invidiare per storia e competenza. Non solo, ma sarebbe interessante anche legalizzare il circuito delle carrozze come avviene in molte altre città d’Italia, dove le carrozze sono dotate di un libretto di circolazione e di una patente di guida”.
COME ARRIVARE:
Il "Museo delle carrozze", sito in territorio di Cinisi, con sede in contrada Camarrone, con l'intestazione di "Villa Onorina" è di proprietà dei coniugi Mignosi.