Nelle biblioteche palermitane cercare un libro è una caccia al tesoro

07 marzo 2008
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Sto cercando un libro, di quelli che servono ogni tanto agli studi. L’autore è l’inglese Edwin Hanson Freshfield, il titolo “Cellae trichorae and other christian antiquities in the bizantine provinces of Sicily, with Calabria and north Africa including Sardinia”, stampato a Londra nel 1913. Visto l’argomento presumo che nelle biblioteche palermitane una copia ci sia: e poiché non ho il tempo per far il giro delle stesse e consultare i cataloghi cartacei mi affido ad internet. Comincio con il sito della più grande biblioteca siciliana, la Centrale della Regione Siciliana, costola del Servizio Bibliotecario Nazionale, sistema informatico che raccoglie i dati di, mi dicono, circa 3.000 biblioteche italiane. Ed ecco qua la scheda dell’opera: il suo codice è IT\ICCU\SBL\0743417.

 

E il libro dov’è? Alla Biblioteca Universitaria di Cagliari, alla Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, alla Biblioteca Giustino Fortunato di Roma, alla Biblioteca Nazionale dei Lincei e infine alla Biblioteca universitaria di Sassari. A Palermo non c’è. Mi sembra strano: chiedo al più diffuso “motore di ricerca”, ne trova uno a Roma, nel catalogo elettronico dell’Istituto Max Planck per la storia dell’arte della prestigiosa Biblioteca Hertziana “fondata nel 1913 come istituto della Kaiser-Wilhelm-Gesellschaft preposto allo studio dell’arte italiana postantica”. Ma se il libro parla della Sicilia una copia qui dovrebbe averla.

Sicinform

Continuiamo a cercare.

Forse alla biblioteca Comunale? Proviamo con l’OPAC, il Catalogo On line: niente, nessun record trovato per il mio autore. Vediamo un po’: visto che a Napoli lo possiede la Società Napoletana di Storia Patria può darsi che ce l’abbia l’omologa palermitana.

 

Il sito c’è, il catalogo delle pubblicazioni possedute no. Dubbio: e se la Regione Siciliana avesse in corso qualche progetto biblioteconomico utile? Faccio un lungo giro, sito della regione, pagina del dipartimento beni culturali, voce biblioteche, subvoce cataloghi provinciali “Palermo”, ricerca (proviamo sia per autore che per titolo) in “tutte” le biblioteche censite tra città e provincia (solo 12!). Trovo un’altra possibilità sempre regionale: il catalogo del polo regionale Sbn (cioè le quattro biblioteche dipendenti direttamente dall’Assessorato beni culturali, oltre a Palermo le ex universitarie di Catania e Messina e la Pirandelliana di Agrigento). Niente. Ultimo tentativo, l’Università di Palermo, Sistema bibliotecario d’ateneo: eureka! c’è alla Biblioteca centrale della Facoltà di Lettere.

 

E quindi via libera ai quesiti: perché i sistemi ufficiali di catalogazione (regionale e comunale) mi dicono che il libro c’è in giro per il regno delle due sicilie, nel regno sabaudo e nello stato pontificio, tranne nella capitale viceregia, o che non c’è proprio? Perché le biblioteche universitarie di Cagliari e Sassari riversano i loro dati nel Servizio Bibliotecario Nazionale e le nostre no? Perché l’autonomismo della Regione Siciliana in materia di beni culturali ha interpretato lo strapotere locale solo per faraonici progetti senza mettere ordine, alla base, nei rapporti tra enti diversi, senza cui, ovviamente, i computer non dialogano?
 

Giuseppe Scuderi
 

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Anonimo 14 marzo 2008   10:37
L'utente ha risposto al commento di escaflowne del 14 marzo 2008. Visualizza »

conservero' questo articolo come guida bibliografica online. Vorrei solo segnalare il saccheggio di alcune biblioteche siciliane causato da alcuni irresponsabili incaricati dalla classe politica di turno. Un caso per tutti: Enna. La biblioteca comunale negli anni Ottanta cambio' radicalmente metodi e senza alcun controllo venne spogliata di migliaia di volumi del fondo antico e del fondo Alessi finiti dagli scaffali in un umidissimo stanzone umido, ammucchiati alla rinfusa in uno stabile di Enna bassa di proprieta' del comune Gia' nel 1990 la sala di consultazione era diventata un bivacco per ragazzini che prelevavano dagli scaffali direttamente i libri. Alcuni si sono vantati di avere portato a casa libri senza chiederli in prestito. Altri, studenti universitari hannoi avuto in prestito, per esempio, l'intera opera di Storia dell'architettura italiana di Federico Zeri. Gli impiegati della biblioteca l'avevano data per dispersa. Una segnalazione precisa ha permesso loro di individuare la persona che la deteneva illegalmente da anni. Altri libri sono finiti nelle biblioteche private di ex insegnanti.
Alla biblioteca di Agira, dedicata al grande Diodoro Siculo, altre rapine. In provincia di Enna sembra che sia passato dopo duemila anni il governatore romano Verre, il depredatore. Basterebbe fare una bella inchiesta giornalistica per appurare quante biblioteche sono state saccheggiate dagli stessi siciliani. Chi e' vecchio ed ha ancora memoria e' avvilito. I giovani che non sanno, non troveranno piu' ricchezza nelle biblioteche ma squallore.
 

Nel 1990 Gesualdo Bufalino, inaugurando la restaurata Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, disse, più o meno, che ogni biblioteca che si apriva era un "avamposto contro la mafia". Per questo gli enti pubblici siciliani fanno a gara per tenerle chiuse
Giusepppe Scuderi

escaflowne 14 marzo 2008   08:50

conservero' questo articolo come guida bibliografica online. Vorrei solo segnalare il saccheggio di alcune biblioteche siciliane causato da alcuni irresponsabili incaricati dalla classe politica di turno. Un caso per tutti: Enna. La biblioteca comunale negli anni Ottanta cambio' radicalmente metodi e senza alcun controllo venne spogliata di migliaia di volumi del fondo antico e del fondo Alessi finiti dagli scaffali in un umidissimo stanzone umido, ammucchiati alla rinfusa in uno stabile di Enna bassa di proprieta' del comune Gia' nel 1990 la sala di consultazione era diventata un bivacco per ragazzini che prelevavano dagli scaffali direttamente i libri. Alcuni si sono vantati di avere portato a casa libri senza chiederli in prestito. Altri, studenti universitari hannoi avuto in prestito, per esempio, l'intera opera di Storia dell'architettura italiana di Federico Zeri. Gli impiegati della biblioteca l'avevano data per dispersa. Una segnalazione precisa ha permesso loro di individuare la persona che la deteneva illegalmente da anni. Altri libri sono finiti nelle biblioteche private di ex insegnanti.
Alla biblioteca di Agira, dedicata al grande Diodoro Siculo, altre rapine. In provincia di Enna sembra che sia passato dopo duemila anni il governatore romano Verre, il depredatore. Basterebbe fare una bella inchiesta giornalistica per appurare quante biblioteche sono state saccheggiate dagli stessi siciliani. Chi e' vecchio ed ha ancora memoria e' avvilito. I giovani che non sanno, non troveranno piu' ricchezza nelle biblioteche ma squallore.
 

Anonimo 09 marzo 2008   12:09

Anzi lo hai trovato. Ciao!

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