La Cgil chiede di anticipare il tavolo sulla situazione di Termini Imerese previsto per il 5 marzo perché "le bocce non stanno ferme" e quella data " è troppo in là". Lo ha detto il segretario generale della sindacato di Corso d'Italia, Guglielmo Epifani, a margine dell'assemblea congressuale in corso alla Bnl.
Epifani ha sottolineato che per Termini Imerese bisogna lavorare per mantenere l'attività produttiva dell'auto "l'unica che può assicurare il mantenimento degli attuali livelli occupazionali". Ogni soluzione diversa, ha precisato, "riduce la vocazione industriale e non è grado di mantenere l'occupazione diretta e indiretta". Facendo poi riferimento alla vertenza Alcoa, Epifani ha sottolineato che le imprese multinazionali usano la crisi per "le ristrutturazioni e le delocalizzazioni. In senso stretto anche Fiat è così. Il giorno prima dà i dividendi e il giorno dopo chiude Termini".