La prima sezione della Corte d'assise d'appello di Palermo ha confermato la condanna a 10 anni nei confronti di un agricoltore di Castellana Sicula, Giuseppe Richiusa di 72 anni, imputato dell'omicidio del genero, Michele Macaluso. Il delitto avvenne il 7 maggio del 2005, al culmine dell'ennesima lite tra i due, per questioni legate ai dissapori familiari tra Macaluso e la moglie, figlia di Richiusa. Nella motivazione della decisione, già depositata, i giudici sottolineano che all'imputato non spettano ulteriori sconti di pena, oltre a quelli previsti per il rito abbreviato e per le attenuanti generiche, che già gli erano state riconosciute. Richiusa è considerato anche sano di mente: avrebbe perso il controllo solo a causa della sua "personalità normalmente di tipo istrionico, che lo porta ad essere vittimistico, drammatico, egotrofico, esplosivo". Richiusa è attualmente libero, dopo un anno di carcere e uno trascorso agli arresti domiciliari.
questo è lo stato italiano da una parte processi dove si deve accertare la colpevolezza e si danno condanne a 30 anni a 26 anni.
dall'altra dove c'è gia il colpevole e si da il minimo della pena e tutte le attenuanti.
sono deluso dal sistema giudiziArio italiano .
per gli assassini la condanna dovrebbe essere lo stesso principio , pagare con lastessa moneta....
o eglio con la loro vita stessa..... CHIARO? VERO!...