"Le procure mettano per iscritto che io non corro più alcun pericolo". Queste le parole della testimone di giustizia Piera Aiello nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sua casa di Partanna (Tp) in cui ha detto di "non avere ricevuto alcuna proposta concreta a tutela dell'incolumità personale".
"Ho presentato in prefettura - ha aggiunto - nella provincia del paese dov'ero ospitata, un preventivo di spesa per l'installazione
di un impianto di videosorveglianza nell'abitazione che utilizzavo, così come concordato. Non ho avuto alcuna risposta. Considerato che lì le autorità competenti non hanno avvertito il bisogno di tutelarmi dopo ch'é stata svelata la località segreta, ho pensato di tornare nel mio paese".
"Giunta a Partanna i carabinieri mi hanno detto - ha aggiunto - che come ex testimone non mi spetta alcuna protezione". Piera Aiello ha annunciato che rimarrà nel suo Paese "e non vivrò segregata in casa".
"Sono stata 18 anni in galera, adesso chiedo l'indulto", dice metaforicamente Piera Aiello, la quale ha ribadito che "non è colpa mia se la località segreta in cui vivevo è stata svelata". Nello scorso mese di aprile, Piera Aiello, ha riferito al suo caposcorta che a Partanna sua madre sarebbe stata avvicinata da una concittadina che le avrebbe detto di aver appreso dal figlio, carabiniere, sia le nuove generalità della testimone come pure la città dove vive.
"Non voglio entrare nel merito - ha detto oggi Piera Aiello - perché ci sono indagini in corso. Ma dal giorno in cui ho denunciato quest'episodio, sono stata abbandonata". Alla domanda dei giornalisti circa la possibilità di trasferirsi in una nuova località, Piera Aiello ha risposto "Non mi è stata offerta formalmente".
Al suo fianco si è anche schierato don Luigi Ciotti, presidente di Libera: "Quello che lanciamo oggi dalla casa di Piera Aiello a Partanna è un grido che merita ascolto. Un grido che non è soltanto di questa donna. Bisogna riprogettare - ha aggiunto - i modelli del sistema di protezione dei testimoni di giustizia; qui c'é un'incongruenza tra il dire ed il fare. Viviamo una pagina difficile della storia del nostro Paese".
A don Ciotti fa eco, collegato telefonicamente, l'avvocato Andrea Pettini, che assiste Piera Aiello: "Anche dopo l'uscita dal programma di protezione deve essere garantita la sicurezza". Ed a questo proposito, il legale ha aggiunto che "sulla sicurezza, nessuna delle misure concordate è stata rispettata".