Più di mille imprenditori agricoli di tutta la Sicilia hanno partecipato stamani al presidio al porto di Palermo dove sono stati controllati i camion con i prodotti importati. "Così, mentre in questo momento l'uva siciliana è valutata 10 centesimi al chilo, il grano 17 centesimi al chilo, l'olio due euro al litro, il latte viene svenduto - dice la Coldiretti - in Italia arriva merce da tutto il mondo che poi viene spacciata o confusa
con quella nazionale".
Per spingere la grande distribuzione organizzata a separare i prodotti stranieri, da quelli nazionali, domani con inizio alle 9, davanti alla Coop in piazzetta Bagnasco e in piazza Castelnuovo, arriveranno a Palermo gli agricoltori per la terza giornata di mobilitazione.
"L'obiettivo - affermano il presidente regionale della Coldiretti, Alfredo Mulé e il direttore, Giuseppe Campione - è quello di realizzare un grande sistema agroalimentare che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità con origine certa, a chilometri zero e a prezzi competitivi". "Chiediamo l'obbligo di indicare la provenienza in etichetta per tutti gli alimenti e maggiori controlli su quelli stranieri dei quali deve essere resa nota la destinazione per combattere la speculazione che fa aumentare i prezzi di quasi cinque volte dal campo alla tavola", concludono i vertici regionali dell'organizzazione.