La Fp-Cgil di Palermo denuncia che i lavoratori dell'Amia, l'azienda per la raccolta dei rifiuti, sono ancora senza stipendio e continuano a prestare il loro servizio a bordo di mezzi inadeguati e inefficienti e anche sprovvisti di copertura assicurativa. "Oltre al danno la beffa - dice il segretario generale della Fp-Cgil di Palermo, Filippo Romeo - I dipendenti dell'Amia non solo hanno avuto decurtato il loro salario in busta paga di circa 200 euro pro capite ma hanno solo visto la busta paga, senza soldi dentro. Eppure in tanti hanno rassicurato i lavoratori che gli stipendi di giugno e la quattordicesima sarebbero stati pagati in tempo. Inoltre noi abbiamo a cuore le loro sorti, la sicurezza sul lavoro non può essere un optional e non può essere scambiata con l'emergenza". La Fp Cgil accusa le passerelle dei politici in campagna elettorale e con le rassicurazioni, senza riscontro, del sottosegretario alla Protezione civile. "Non solo è stato tolto il premio di produttività ai lavoratori per fronteggiare agli ammanchi finanziari dell'azienda dei rifiuti di Palermo, facendo pagare solo ai dipendenti il peso economico di tale dissesto, ma non si paga neppure lo stipendio tabellare - aggiunge Romeo - I lavoratori sono seriamente preoccupati e noi con loro. Ci dica il presidente dell'Amia quando scioglierà la riserva sul suo nuovo incarico". "Nelle prossime ore - conclude - potremmo assistere all'ennesima situazione di emergenza sanitaria. Verrà Berlusconi a salvare Palermo o manderà la sua longa manus di San Bertolaso a risolvere con un miracolo l'eredità di Galioto?".
"La crisi economica dell'Amia può ripercuotersi negativamente sui livelli occupazionali delle aziende di manutenzione dei mezzi di raccolta" dice il coordinatore regionale Uilm-Sicilia, Silvio Vicari, che ha incontrato i rappresentanti delle imprese Sivibus s.r.l., Calabrese Eurotec s.r.l. e Tecnoservizi srl. "L'Amia - sostiene Vicari - non ha effettuato il pagamento concordato per il mese di aprile determinando una crisi di liquidità alle aziende con ripercussioni nella gestione della liquidità occorrente per il normale pagamento delle competenze correnti a favore di personale dipendente, oneri previdenziali e fiscali e fornitori". Per la Uilm "questa situazione si aggiunge all'incertezza sul futuro produttivo stante la precaria condizione di Amia"; il sindacato è preoccupato "per i riflessi negativi che l'aggravamento della crisi Amia potrebbe avere sulle imprese fornitrici di servizi di manutenzione e di conseguenza sui lavoratori di dette imprese".
mi pare che il sindacato è troppo preoccupato : ORA! E prima dove stavate? Forse a braccetto con quelli che hanno distrutto l'Amia? Forse!
pecheè non chiedete ai sindacalisti amia il proprio curriculum, tanto meritevole da aver fatto loro conseguire più livelli contrattuali negli utlimi cinque anni.
vergognatevi, avete venduto la pelle dei lavoratori per le progressioni di carriera vostre e dei vostri amici