I catanesi lo sanno bene: basta un nonnulla e la viabilità lungo il nodo stradale di Ponte Primosole va in tilt. E’ così da sempre, specie nel periodo estivo, specie la domenica: la “marea” di auto dirette verso la zone balneari di Vaccarizzo, Baia dei Turchi e Castelluccio, si infila in un imbuto dal quale si esce, se tutto va bene, dopo almeno un’ora di fila. Alle volte la fila è talmente lunga da bloccare la circolazione persino sulla tangenziale, il tratto di autostrada che per anni ha trovato la sua conclusione perentoria proprio a Primosole, sopra il fiume Simeto, in attesa che il prolungamento della Catania-Siracusa venisse completato.
Di norma i blocchi in direzione Siracusa avvenivano al mattino, in senso inverso, invece, al pomeriggio, seguendo il flusso dei volumi di traffico di bagnanti e vacanzieri. Finchè si è trattato di un problema meramente estivo, la questione è stata affrontata con discreto impegno. I blocchi al traffico si ripetevano di frequente ma tutta la costa orientale siciliana in estate e la domenica soffre per volumi di traffico che la rete viaria e il sistema di parcheggi (quest’ultimo di fatto inesistente) non riesce a smaltire. Negli altri giorni della settimana e al di fuori della stagione estiva il problema si poneva con minore frequenza anche se non si è mai estinto del tutto. Si deve dare atto all’Anas che negli anni la viabilità nella zona è stata grandemente migliorata anche se di frequente anche la semplice presenza di piccoli cantieri ha continuato a provocare enormi intralci alla circolazione.
Poi però le cose sono precipitate. Il problema non si è limitato più alla domenica al mare dei bagnanti perché il ponte Primosole, il vero anello debole della catena, ha dimostrato tutto il peso dei suoi cento e passa anni di onorata attività cominciando a denunciare inquietanti cedimenti strutturali fino a quando, alla fine di giugno, è stato deciso da Prefettura di Catania e Anas di chiuderlo parzialmente al traffico veicolare.
Per gli automobilisti che a qualsiasi titolo sono costretti ad attraversare il fiume Simeto in entrambe le direzioni è stata la fine. Carreggiata limitata, senso di marcia alternato e inevitabili code chilometriche, fino a due ore di attesa, senza che si intraveda la soluzione.
All’Anas centralinisti affannati spiegano che tutti i dirigenti sono all’opera direttamente sui siti interessati per cercare di risolvere il problema. L’unica via percorribile (e scusate il doppio senso) è quella di anticipare l’apertura della nuova tratta della Catania-Siracusa che permette di non utilizzare il nodo di Primosole. L’autostrada tecnicamente è pronta, mancano solo alcuni collaudi e alcune autorizzazioni che dovrebbero essere concesse in via straordinaria nelle prossime ore.
Il problema riguarda proprio la demolizione di Ponte Primosole. La questione è un po’ complessa ma all’Anas ci hanno spiegato che l’apertura dell’autostrada risolverebbe il problema ma sarebbe solo in via provvisoria. Sembra infatti che alcuni ponti del nuovo nastro d’asfalto che gravitano nella zona del fiume Simeto siano stati progettati troppo bassi (voluti così su indicazione del Ministero dell’Ambiente, per limitare l’impatto ambientale dell’opera viaria) dunque a rischio in caso di esondazione del fiume. Per una complessa vicenda di idrogeologia naturale, la presenza del Ponte Primosole creerebbe, in caso di inondazione, un vero e proprio tappo con conseguenze nefaste per tutto quello che ci sta intorno. Dunque diventa fondamentale l’abbattimento del ponte e la sua ricostruzione secondo criteri che tengano conto del problema che il letto del Simeto crea proprio in quel punto.
La domanda di base resta però sempre una: per quanto tempo ancora gli automobilisti resteranno imbottigliati in quel nodo stradale? Gli affannati centralinisti dell’Anas giurano che i dirigenti non sono presenti, si riesce a parlare con una segretaria operativa che conferma l’impegno di tutti nell’affrontare “in situ” la questione ma che ribadisce anche che per rigorosissime disposizioni interne, gli unici che possano dare risposte alla stampa stanno a nientemeno che a Roma, alla direzione centrale dell’Anas. Presto fatto. A Roma effettivamente confermano che l’iter è proprio questo e finalmente arriva una risposta. «Si spera che già dal 4 luglio la viabilità possa tornare entro limiti accettabili, utilizzando percorsi alternativi attualmente al vaglio dei funzionari locali e in attesa dell’inaugurazione del nuovo tratto autostradale». Si spera. Anche perché i percorsi alternativi possibili in zona si limitano a poche stradine secondarie piuttosto anguste.
Nessun dubbio davvero sull’impegno dei funzionari dell’Anas. Si spera che l’annunciato anticipo di una decina di giorni dell’apertura della Catania-Siracusa (il 20-21 luglio invece del 30) possa diminuire il problema, in attesa che il Ponte Primosole venga abbattuto e ricostruito. Si spera.
La nostra cronaca avrebbe dovuto finire lì, con quel “Si spera” un po’ ad effetto e un po’ gigionesco. Invece c’è un altro piccolo problema. Sembra che l’Anas, giustamente, non abbia alcuna intenzione di accollarsi tutti i costi dell’operazione Primosole. Si dovrà attendere dunque l’arrivo di un decreto di finanziamento congiunto Anas-Regione per la realizzazione del progetto. Presto. Si spera.
Tutte le autorità competenti erano a conoscenza del problema DA TANTO TEMPO!!! Perchè non hanno provveduto prima, in tempi non sospetti? Sono rimasto imbottigliato per più di tre ore e le scene a cui ho assistito durante le soste forzate, sotto il sole, erano di ordinaria follia. Di chi la colpa? A chi addebitare le conseguenze di mancati appuntamenti di lavoro o altro? La verità è sempre e solo una: i tempi e i modi per le necessità più OVVIE dei siciliani sono sempre disattesi dai politici chè..... tanto loro hanno la possibilità di spostarsi in.......elicottero!!!
Idris
è un classico siciliano! non mi stupisco più, purtroppo. spero soltanto che chiudano in tempo il ponte prima che qualcuno ci lasci le penne! abbiamo dovuto assistere a centinaia di morti lungo quella strada prima che si avviassero i lavori per la costruzione dell' autostrada...spero che il ponte non dovrà essere chiuso repentinamente a causa di qualche disastro! e parliamo ancora di ponte sullo stretto? pensiamo a garantire l'incolumità degli isolani nel proprio territorio, poi potremmo incominciare a pensare a tutto il resto!
ro
..cerchiamo di risolvere i problemi della viabilità dell'intera Sicilia invece di parlare del ponte sullo stretto!!
la strada che collega Catania con la zona sud-orientale è paragonabile per tortuosità e viabilità ad un budello.
In caso di un'eventuale calamità (si spera di no) questa zona resterebbe completamente isolata.
Porto a conoscenza all'autore dell'articolo che l'asse viario interessato è trafficato tutti i giorni per 24 ore da tutto il traffico che porta non solo alle spiagge bianche catanese ma nella provincia di Siracusa e Ragusa. Pertanto non è questione di vacanzieri e turisti ma anche di migliaia di TIR che portano le nostre produzioni in giro per il mondo...
s.p.
Tutte le autorità competenti erano a conoscenza del problema DA TANTO TEMPO!!! Perchè non hanno provveduto prima, in tempi non sospetti? Sono rimasto imbottigliato per più di tre ore e le scene a cui ho assistito durante le soste forzate, sotto il sole, erano di ordinaria follia. Di chi la colpa? A chi addebitare le conseguenze di mancati appuntamenti di lavoro o altro? La verità è sempre e solo una: i tempi e i modi per le necessità più OVVIE dei siciliani sono sempre disattesi dai politici chè..... tanto loro hanno la possibilità di spostarsi in.......elicottero!!!
Idris