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Catania, agente ucciso in carcere:
i familiari chiedono giustizia

01 luglio 2009 17:50
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"Siamo sconvolti, chiediamo giustizia". Così i familiari di Davide Aiello, l'agente di polizia penitenziaria ucciso da un collega la notte scorsa nel carcere di Bicocca, a Catania, commentano quanto accaduto. L'avvocato Antonio Fiumefreddo, legale della famiglia, fa sapere che i parenti della vittima "si affidano pienamente" alla magistratura.

 

"Certo, viene spontaneo chiedersi - afferma il penalista - come sia potuto accadere che un soggetto, che si dice avesse già manifestato problemi di equilibrio mentale, sia tornato in servizio e abbia mantenuto la libera disponibilità dell'arma".

 

Per il provveditore regionale siciliano all'Amministrazione penitenziaria, Orazio Farano, si tratta di "un episodio che appare inspiegabile: non ci sono motivazioni né di servizio né personali - dice - Ho parlato con gli operatori di Bicocca e del carcere di piazza Lanza, dove l'omicida è adesso detenuto, e il suo comportamento fa pensare che sia andato fuori di testa. Ovviamente il lavoro della polizia penitenziaria è uno dei più stressanti che ci siano e per questo l'amministrazione sta portando avanti un apposito progetto. In Sicilia c'è dal maggio scorso all'opera un gruppo di lavoro che abbiamo chiamato 'Benessere organizzativo'".

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© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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