Estradato verso l'Italia il boss Salvatore Miceli

01 luglio 2009 08:36
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E' stato estradato verso l'Italia il boss mafioso e superlatitante Salvatore Miceli arrestato dieci giorni fa in Venezuela. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno venezuelano, Tareck El Aissami, in una una conferenza stampa all'aeroporto Maiquetia di Caracas, da dove il boss è stato imbarcato in un volo diretto in Italia. Miceli, che figura nella lista del ministero dell'Interno italiano fra i 30 latitanti più pericolosi, era stato arrestato il 21 giugno in un hotel di Caracas

dai carabinieri di Trapani che, assieme all'Interpol, erano sulle sue tracce fin dal 2001 quando era stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti.

Il capomafia di Salemi, città dei cugini esattori Nino e Ignazio Salvo, ha 63 anni ed era considerato un elemento di spicco del narcotraffico internazionale nel 2001. Nipote del boss di Salemi Salvatore Zizzo, morto nel 1981, Miceli era legato al boss latitante trapanese Matteo Messina Denaro e aveva anche il compito di cucire rapporti tra Cosa nostra, la 'Ndrangheta calabrese e i cartelli colombiani della cocaina. ''Miceli era ricercato dall'Interpol e dalle autorità italiane per traffico di cocaina, eroina ed altre droghe in Europa", ha ricordato il ministro venezuelano.

Già nei giorni scorsi la stampa del paese sudamericano aveva rivelato che Miceli risiedeva in Venezuela dal 2001, dove conduceva una vita tranquilla e modesta insieme alla moglie e ad un figlio. Il boss latitante viveva a Calabozo, nello stato centrale di Guarico, a 268 chilometri dalla capitale, dove era comproprietario di un aparthotel e che, tra l'altro, si recava spesso a Maracay, una città a circa 100 chilometri da Caracas.

Miceli era già finito in manette nel marzo del 1983 (su di lui pendeva un provvedimento restrittivo della magistratura statunitense), nell'ambito di un'operazione congiunta tra carabinieri, polizia e finanza che aveva portato all'arresto di 22 persone. Nell'ottobre del '90 di Miceli si occupò l'allora procuratore di Marsala, Paolo Borsellino, che lo fece arrestare grazie alle dichiarazioni della collaboratrice di giustizia Giacoma Filippello, la quale lo indicò come personaggio di spicco del traffico internazionale di droga.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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