Operazione anti assenteismo dei carabinieri che hanno arrestato cinque dipendenti di di Barcellona Pozzo di Gotto per truffa aggravata commessa ai danni di un ente pubblico. L'ordinanza di custodia cutelare è stata emessa dal gip del locale tribunale.
Le indagini dei carabinieri, durate mesi, hanno accertato che i cinque si allontanavano dal posto di lavoro per svolgere incombenze di carattere privato o andavano addirittura a svolgere un'altra attività
lavorativa, senza annotare il tutto sul loro cartellino elettronico.
C'era chi aveva il secondo lavoro, e chi, semplicemente, si allontanava dall'ufficio per fare la spesa o adempiere ad altre incombenze private. Per un anno, oltre 40 dipendenti del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, paese del Messinese, sono stati filmati dai carabinieri della Compagnia della cittadina e dai militari del Cio (Compagnia Intervento Operativo). I ripetuti e ingiustificati allontanamenti dal posto di lavoro sono finiti agli atti di un'inchiesta che oggi ha portato alla notifica di 4 ordinanze di arresti domiciliari e un obbligo di dimora nei confronti di cinque lavoratori socialmente utili e all'iscrizione nel registro degli indagati di oltre 40 persone.
L'ipotesi di reato formulata dai pm di Barcellona Pozzo di Gotto è truffa aggravata. Dall'indagine, iniziata nell'agosto del 2007 e proseguita fino a settembre del 2008, è emerso che molti impiegati comunali nascondevano le loro "fughe" dall'ufficio facendo timbrare il "badge" a parenti o colleghi complici. I carabinieri hanno pedinato e ripreso i cinque Lsu: quattro in servizio presso il sistema idrico integrato e uno addetto alle pulizie del Tribunale. Invece di andare al lavoro c'era chi faceva il meccanico in un'officina, chi si dedicava ai lavori agricoli e chi andava in giro a sbrigare affari familiari.