Catania, arrestati presunto boss mafioso e la convivente
Detenevano armi e munizioni, lui era già ricercato

17 gennaio 2009 12:27
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Carmelo Piacente, di 44 anni, ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa dei 'Ceusi', e la sua convivente, Mary Pascale, di 35, sono stati arrestati dalla Polizia a Catania per detenzione di armi comuni e da guerra e di munizioni. Piacenti era ricercato dal'8 gennaio scorso, giorno in cui la polizia aveva sequestrato nella sua abitazione un ingente quantitativo di armi e munizioni, tra cui alcuni fucili mitragliatori Kalashnikov. La convivente dell'uomo era stata fermata al momento della scoperta dell'arsenale, ma era stata poi rimessa in libertà.

 

 

Carmelo Piacente è stato fermato all'imbarcadero dei traghetti di Messina, mentre tornava da Villa San Giovanni a bordo di una Bmw, in compagnia della convivente (fermata e poi rilasciata dopo il ritrovamento delle armi, avvenuto l'8 gennaio), e di due componenti della famiglia di quest'ultima. Agli agenti che l'hanno fermato Piacente, trovato con un differente taglio di capelli, ha mostrato una carta d'identità falsa intestata a Vito Salvatore Scuderi. Condotto in questura a Catania, è stata accertata la sua vera identità. Durante un incontro con i giornalisti gli investigatori hanno affermato che le armi sequestrate l'8 gennaio scorso erano state acquistate via Internet.

 

Carmelo Piacente era irreperibile dall'8 gennaio scorso, quando gli agenti arrestarono la moglie Giovanna Tropea, 43 anni, e la figlia Giovanna, 21 anni, nella cui abitazione erano state trovate armi e munizioni. Le due donne si dissero subito estranee alla vicenda. Oltre che a casa loro, in via Spontini, a Catania, l'arsenale - costituito da una cinquantina di armi, compresi fucili mitragliatori, pistole, silenziatori e giubbotti antiproiettili - fu rinvenuto anche in un garage in uso a madre e figlia, in via Borrello, nel rione Picanello, quartiere storicamente controllato dalla cosca dei Ceusi e dalla famiglia Santapaola, quest'ultima attraverso suoi luogotenenti di spessore, come Carletto Campanella. Alcune delle armi sequestrate erano del tipo da collezione ma, spiegarono gli investigatori, modificate per renderle funzionanti. Durante l'operazione dell'8 gennaio furono sequestrati un migliaio di proiettili e materiale per la loro fabbricazione. I poliziotti scoprirono che per collaudare le armi modificate veniva utilizzato un muro.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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