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Le Acli scrivono al comune di Palermo:
"La città è allo sbando, le famiglie sempre più povere"

22 dicembre 2008 18:07
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Duro attacco del consiglio provinciale delle Acli all’amministrazione comunale di Palermo. “La città, che ha raggiunto il punto più basso della propria vita amministrativa – si legge in un documento stilato dal gruppo dirigente nell’ambito dell’ultimo consiglio provinciale, dedicato all’attuale situazione socio – economica e politica locale - è vittima di una gestione scellerata da parte di chi, invece, dovrebbe impegnarsi al massimo

per risolvere le emergenze delle famiglie e dei ceti a più alto rischio di marginalizzazione sociale”.

 

“Assistiamo invece, con grande preoccupazione – osserva il presidente Toni Costumati – ad un irresponsabile teatrino della politica che fa crescere, nei cittadini, la sfiducia nei confronti delle istituzioni, in un momento contrassegnato, a livello globale, dai fenomeni della recessione e dell’impoverimento generale”.

 

Le critiche contenute nel documento stilato dalle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani si riferiscono, in particolare “alla diminuzione della spesa sociale ed alla sospensione dei contributi alle case famiglia, alla tragicomica vicenda delle Ztl, alle inaccettabili proposte di ulteriori rincari per servizi inefficienti quali la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico e persino all’incredibile vicenda, al Politeama, della casa di Babbo Natale: una città drammaticamente incapace di far fronte alle proprie necessità, alcune delle quali legate anche alla nuova organizzazione federalista”.

 

“Il giudizio e il monito espressi anche dalla Corte dei Conti – conclude Costumati – avvalorano quella diffusa percezione di inaffidabilità che circonda l’attuale gestione amministrativa: a pagare, però, non possono essere sempre i più deboli, primi fra tutti quei precari che rischiano ancora una volta di essere sacrificati sugli altari delle fortune elettorali e politiche, e che, dopo anni si promesse, si ritrovano ora bloccati sul traguardo della stabilizzazione”.

 

“La città è allo sbando – si legge nel documento – forse è necessario un gesto di responsabilità da parte di chi amministra”.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: Ansa
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Anonimo 24 dicembre 2008   18:49
L'utente ha risposto al commento anonimo del 24 dicembre 2008. Visualizza »

Mi ricordo ancora lo slogan politico di Lo Cascio -

Buongiorno, Sicilia. ( accaparràti i voti ) 

Grazie, Sicilia.  ( io avrei scritto - grazie e arrivederci - come con gli scontrini ) 

 

E' ovvio che questi politici non hanno percezione del fatto che

moltissime famiglie vivono con grossissime difficoltà per arrivare a fine mese.

Vedi stipendi da fame che ci sono in giro - oltre al fatto che per trovare lavoro a palermo occorre fare tombola.

 

Più che "E' ovvio che questi politici non hanno percezione del fatto che moltissime famiglie vivono con grossissime difficoltà per arrivare a fine mese" direi che i politici se ne infischiano de problemi della gente.... questi i loro belli "eurini" li hanno, "eurini" che crescono esponenzialmente dal momento in cui non pagano nulla! E si, anche i commercianti se li tengono buoni, non si sa mai ci si debba a loro rivolgere per qualche favoretto. Ma quando apriremo gli occhi!! Precariato precariato precariato....Il nostro precariato è la loro panacea! L'art. 4 della Costituzione Italiana chi l'ha visto (anche così, per caso), in Sicilia? Concorsi centellinati e tra l'altro, spesso anche truccati e quasi tassativamente a tempo determinato...trucchetti squallidi, viscidi per avere sempre un buon bacino di voti a loro disposizione ad ogni elezione. Togliamo loro queste comode e succulente poltrone dal lor bel (Si fa per dire) lato B.

Anonimo 23 dicembre 2008   14:03
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 dicembre 2008. Visualizza »

I guai di Palermo sono simili a quelli di tutti gli altri Comuni e di tutte le amministrazioni centrali e periferiche governate da qualunque schieramento politico.

Il problema è che i politici hanno cancellato dalla loro mente il significato originario della parola "politica" che è l'Arte di governare le società nellinteresse dei cittadini.

Ma chi elegge i politici?

Noi elettori.

Quando andiano a votare cerchiamo di ricordarcelo.

 

 

Il punto è che

votano sempre

l'amico dell'amico......che poi, puntualmente non sa fare un ca....... o spesso

non è messo nelle condizioni di potere fare nulla, considerati i forti interessi di parte.

 

 

 

Anonimo 23 dicembre 2008   07:53

I guai di Palermo sono simili a quelli di tutti gli altri Comuni e di tutte le amministrazioni centrali e periferiche governate da qualunque schieramento politico.

Il problema è che i politici hanno cancellato dalla loro mente il significato originario della parola "politica" che è l'Arte di governare le società nellinteresse dei cittadini.

Ma chi elegge i politici?

Noi elettori.

Quando andiano a votare cerchiamo di ricordarcelo.

 

 

Anonimo 22 dicembre 2008   19:52

Poca sostanza ,troppa retorica ,nessun suggerimento concreto ,applicabile :Fumo.

Inconsistente l'allusione al Federalismo.... Ma dov'è ?

Una specie di scazzottata con i fantasmi. Dov'è il nemico ? La Crisi ? Ma chi la vuole ? CHI E' "la crisi" ?

Il lavoro ? E se non ci sono Aziende ? Chi le dovrebbe inventare per Costumati ? E con quali capitali ?

Mandiamo una richiesta formale alla Mafia per aprire aziende ? Già lo ha fatto. E assume chi vuole.

Ed il gesto di responsabilità "IN CHE COSA" dovrebbe consistere praticamente ?

Lamentarsi ed ululare alla luna a che serve ? A mettersi in vista ? A sembrare "sensibile" ? Già visto ,già scottato.

Anonimo 22 dicembre 2008   18:54

Mi ricordo ancora lo slogan politico di Lo Cascio -

Buongiorno, Sicilia. ( accaparràti i voti ) 

Grazie, Sicilia.  ( io avrei scritto - grazie e arrivederci - come con gli scontrini ) 

 

E' ovvio che questi politici non hanno percezione del fatto che

moltissime famiglie vivono con grossissime difficoltà per arrivare a fine mese.

Vedi stipendi da fame che ci sono in giro - oltre al fatto che per trovare lavoro a palermo occorre fare tombola.

 

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