Rinvio a giudizio per il rettore dell'Università di Messina

08 novembre 2008 16:53
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Il gip Massimiliano Micali, accogliendo la richiesta dei pm Antonino Nastasi e Adriana Sciglio, ha rinviato a giudizio il rettore dell'Università di Messina, Francesco Tomasello, neurochirurgo.

Dovrà rispondere dei reati di abuso d'ufficio, minacce e tentata concussione in relazione all'esito di un concorso nella facoltà di Veterinaria che portò all'assunzione del figlio del preside dell'epoca, Battesimo Macrì, anche lui rinviato a giudizio. L'accusa

Master mediazione familiare
ha sostenuto che Tomasello, su pressioni di Macrì, portò avanti inziative sui componenti della commissione per indirizzare l'esito del concorso.

 

Inoltre, il rettore dovrà rispondere (in concorso con due funzionari dell'Ateneo, Eugenio Capodicasa e la moglie Ivana Saccà, nonché del prof. Giuseppe Piedimonte, responsabile amministrativo del progetto Lipin) di tentata concussione per la gestione di finanziamenti erogati dalla Regione siciliana e dall'Università e destinati al progetto scientifico costato oltre 3 milioni di euro.

 

Per questa inchiesta il rettore dell'Ateneo venne sospeso dalle funzioni per due mesi. L'udienza si terrà il 5 marzo Hanno chiesto di essere giudicati col rito abbrebiato, che si terrà il 5 dicembre, il prof. Raffaele Tommasini, uno dei 'saggi' nominati dal rettore per le questioni legali, e i componenti del Consiglio di facoltà di Veterinaria, Francesco Naccari, Maria Pennisi, Concetta Beninati e Marisa Masucci.

 

Il rettore dell'Università di Messina, Francesco Tomasello, rinviato a giudizio dal gup Massimilino Micali per rispondere dei reati di abuso d'ufficio e tentata concussione in relazione ad un concorso di ricercatore della facoltà di veterinaria, è stato invece prosciolto dall'accusa di abuso in relazione all'inchiesta sui corsi Lipin finanziati dalla Regione siciliana.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 09 novembre 2008   19:16

NON E' GIUSTO CHE TOMASELLO VENGA GIUDICATO PER REATI CHE SONO LA NORMALITA' IN TUTTI GLI ATENEI ITALIANI QUANDO SI TRATTA DI SISTEMARE QUALCHE BRAVO FIGLIO DI FAMIGLIA. MENO MALE CHE ORA INTERVIENE LA GELMINI CON IL SUO DECRETO SULL'UNIVERSITA' CHE PROVVEDERA' A STABILIZZARE TUTTI I FIGLI DI BARONI FACENDOLI PASSARE PER SCIENZIATI.

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