In serata l'Eni ha diffuso una nota sul malessere accusato dai suoi dipendenti a causa dei miasmi di una vasta area dello stabilimento Petrolchimico di Gela: "Nel pomeriggio di oggi - scrive l'Eni - 18 lavoratori del laboratorio chimico della Raffineria di Gela si sono recati in infermeria adducendo uno stato di malessere per cattivi odori che si sarebbero concentrati nel loro posto di lavoro. Il medico che era in servizio li ha sottoposti a visita senza riscontrare particolari problemi, tant'é che li ha successivamente riavviati al lavoro.
"Nel corso dei controlli - prosegue la nota aziendale - è stata rilevata la presenza di odori di idrocarburi e (non di gas) in un' area della Raffineria su cui insistono diverse apparecchiature. E' stata riscontrata una persistenza di odore in corrispondenza di un serbatoio a tetto galleggiante. Il serbatoio è stato fermato ed è iniziato lo svuotamento per evitare che i vapori si potessero diffondere dal sistema di tenuta. Dato il persistere dell'odore si è deciso di svuotarlo completamente e di provvedere alla copertura del tetto con uno strato di schiuma acquosa".
Intanto, i sindacati hanno chiesto di incontrare l'azienda. Numerose le proteste di cittadini per il diffondersi degli odori fuori dal Petrolchimico. Sull'episodio indagano i carabinieri.