Alcuni dipendenti dell'Alitalia, riunitisi in assemblea nello scalo palermitano 'Falcone-Borsellino', hanno bloccato i check-in. La protesta è contro il piano annunciato dal Cai che prevede il licenziamento di circa 100 dei 160 dipendenti di Palermo. Per il deputato regionale del Pd, Pino Apprendi, "il governo regionale deve assolutamente impegnarsi contrastando i tagli occupazionali previsti anche in Sicilia dal progetto di declassamento dell'aeroporto. Dobbiamo ricordare che il piano di rilancio della compagnia aerea nazionale è stato varato grazie a fondi pubblici e quindi non può in alcun modo prevedere tagli occupazionali effettuati in maniera scriteriata ed arbitraria. La tutela del posto di lavoro deve essere una priorità sia nel caso dei lavoratori Alitalia, come nel caso delle quattro dipendenti del Aviation service senza lavoro da luglio nonostante l'impegno alla riassunzione della Gesap".
I dipendenti riuniti in assemblea nell'aeroporto 'Falcone e Borsellino' a Punta Raisi (Pa) stanno garantendo i servizi di assistenza ai passeggeri in due dei nove check-in dello scalo, gli altri sono stati chiusi, in modo da non creare troppi disagi. All'assemblea, organizzata dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl nell'aera check-in delle partenze, stanno partecipando circa 150 lavoratori, tra impiegati, operai, personale amministrativo.
"Il clima è teso - dice Fabio Profeta della Ugl-trasporti - Andremo avanti con l'Assemblea fino a quando non ci sarà un intervento dei governi nazionale e regionale in sostegno dei dipendenti Alitalia dello scalo di Palermo, dove Cai ha previsto di ridurre gli organici rispetto a quelli attuali".
Che i lavoratori difendano il loro posto lo capisco e lo accetto. E' normale dialettica tra impresa e dipendenti.
Che la politica cerchi di "bagnarci il panuzzo" invece lo trovo inaccettabile anche in relazione agli argomenti demagogici che vengono usati : "Siccome Alitalia ha sempre pesato sui contribuenti ,che lo accettino anche i privati che adesso sono subentrati allo Stato"....Ma che discorso è ? Proprio non sta in piedi.
Con QUEI criteri l'Alitalia si affossò. Ora la musica è cambiata ,DEVE cambiare. Altrimenti la barca affonda. Ora Alitalia deve tentare di "stare sul mercato" ,deve camminare sulle sue gambe. Deve automantenersi e produrre utili. Non è più un carrozzone che serve a produrre voti e clientele.
E i primi a capirlo devono essere questi matti dei Sindacati Piloti che ,con tutte le loro fisime da privilegiati e signorini ,mi stanno decisamente antipatici :Ma hanno guardato che aria tira nel mondo ? Ma che stanno a fare parametrazioni con Lufthansa ed Air France ???? Quelle erano Compagnie sane e solide mica carrozzoni di Stato !!!