Saranno attuate a partire dal prossimo 3 novembre le forme di protesta decise dai circa 150 dipendenti del ministero della Giustizia in servizio al Tribunale e alla Procura di Marsala, per manifestare il loro dissenso "contro i decreti emanati dal governo che mortificano il personale giudiziario, costretto a lavorare, con sacrifici e spirito di abnegazione, tra innumerevoli disagi e carenze". La decisione è stata presa nel corso di un'assemblea nell'aula Paolo Borsellino del tribunale. Tra le forme di protesta che verranno attuate, c'é anche la "rigida applicazione dell'articolo 76 del Codice di procedura civile, che detta le regole riguardanti l'esame degli atti relativi ai diversi procedimenti". Esame consentito alle sole parti o ai loro difensori "sotto la vigilanza del cancelliere che custodisce il fascicolo". Saranno, inoltre, "rigorosamente osservate le norme sulla privacy e sulla custodia dei fascicoli, accogliendo le richieste degli avvocati una alla volta, non dando informazioni telefoniche e non consentendo il maneggio dei fascicoli al di fuori della Cancelleria". Critiche sono state espresse nei confronti dei sindacati, accusati di non lottare a sufficienza per tutelare i dipendenti.