Cronaca • Cronache siciliane

Nicolosi. Gioielliere uccide due rapinatori e ne ferisce un terzo. Erano armati di pistole giocattolo. Legittima difesa secondo la prima ricostruzione dei carabinieri.

19 febbraio 2008
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A Due banditi che avevano assalito una gioielleria a Nicolosi sono stati uccisi dal titolare del negozio che avrebbe reagito. Un terzo rapinatore sarebbe fuggito. Sul posto sono presenti i carabinieri della compagnia di Paternò e del comando provinciale di Catania.E' di due banditi morti e uno ferito il bilancio di una rapina alla gioielleria "Pierre Bonnet' di Nicolosi, nel catanese. A sparare è stato il titolare del negozio nelle fasi concitate dell'assalto. Due rapinatori

Al Poggetto
sono morti sul colpo, il terzo, ferito, era riuscito a fuggire ma è stato bloccato poco dopo dai carabinieri.
Il bandito ferito è stato centrato a una gamba ed è ricoverato nell'ospedale Garibaldi di Catania, con prognosi riservata: i medici stanno valutando se operarlo.   Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, l'assalto è avvenuto poco dopo le 19; la gioielleria si trova in corso Italia, nel centro di Nicolosi, un paese alle pendici dell'EtnaI tre rapinatori che hanno assalito la gioielleria Pier Bonnet di Nicolosi avevano il volto travisato con passamontagna ed erano armati con una pistola giocattolo, senza il tappo rosso, che hanno puntato alla gola del commerciante. Il gioielliere avrebbe reagito sparando diversi colpi con una pistola che detiene legalmente: uno dei banditi è morto sul colpo, il secondo è deceduto durante il trasporto nell'ospedale Cannizzaro di Catania, il terzo, invece, ferito ad una gamba, è stato bloccato dai carabinieri della compagnia di Paternò nei pressi della guardia medica di Nicolosi e successivamente condotto nell'ospedale Garibaldi di Catania, dove è piantonato.
Vicino alla gioielleria i militari dell'Arma hanno trovato l'auto dei tre banditi che, secondo i primi rilievi, potrebbe appartenere a uno di loro. Il titolare della gioielleria Pierre Bonnet di Nicolosi prima di sparare contro i banditi, avrebbe esploso dei colpi d'arma da fuoco in aria a scopo intimidatorio per difendere la moglie, che i banditi stavano picchiando dentro il loro negozio. E' la ricostruzione della dinamica dall'assalto alla gioielleria culminato nell'uccisione di due rapinatori e nel ferimento di un terzo, fatta dai carabinieri della compagnia di Paternò. I tre, con il volto travisato con passamontagna e armati di pistola, che poi si rivelerà giocattolo, avrebbero fatto irruzione nella gioielleria verso le 19. Per convincere la moglie del titolare a consegnare loro preziosi e gioielli l'avrebbero colpita più volte al viso con schiaffi e pugni. Il marito della donna, che era nel laboratorio, avrebbe impugnato una pistola, legalmente detenuta, e avrebbe sparato diversi colpi in aria a scopo intimidatorio. Ma i banditi avrebbe continuato minacciando la donna e avrebbero puntato la pistola contro la gola dell'uomo. Sarebbe nata una colluttazione vicino alla porta d'ingresso del negozio e il commerciante avrebbe sparato diversi colpi uccidendo due dei banditi e ferito il terzoIl titolare della gioielleria Pierre Bonnet di Nicolosi, G. G., si trova nella caserma dei carabinieri di Nicolosi dove lo sta interrogando il sostituto procuratore Barrera. La moglie del gioielliere, M. D. S., è stata colta da malore ed è stata condotta in un ospedale di Catania, dove le stanno anche medicando le ferite riportate nell'aggressione. Per gli investigatori nella sparatoria nella gioielleria i Nicolosi "ci sarebbero tutti gli estremi della legittima difesa" perché chi ha ucciso "lo avrebbe fatto in stato di necessità".
E' la convinzione dei carabinieri che indagano sull'episodio anche se, si sottolinea, "tutto dovrà passare al vaglio del magistrato che indaga". Avevano entrambi 21 anni i due rapinatori uccisi da un commerciante questa sera durante un assalto a una gioielleria a Nicolosi. Si chiamavano Davide Laudani e Salvo Catania; il primo era incensurato, il secondo in passato era stato denunciato per reati contro il patrimonio. Il bandito ferito è Fabio Pappalardo, ed ha 30 anni."Legittima difesa": per questo il commerciante cinquantenne Gianni Guido avrebbe ucciso due banditi e ferito un terzo che avevano picchiato e minacciato con una pistola, poi rivelatasi giocattolo, lui e la moglie, Mariangela Di Stefano, 44 anni, in un tentativo di rapina alla loro gioielleria, la 'Pierre Bonnet' del centrale corso Italia a Nicolosi. Per i carabinieri che indagano, infatti, non ci sono dubbi: 'ci sarebbero tutti gli estremi della legittima difesa'' perché chi ha ucciso "lo avrebbe fatto in stato di necessità", anche se, sottolineano gli investigatori, "tutto dovrà passare al vaglio della magistratura". Il tentativo di rapina che sconvolge la tranquillità del paese etneo, a pochi chilometri dall'Etna ammantata di neve, avviene intorno alle 19. Un giovane, a viso scoperto, si fa aprire la porta della gioielleria dalla signora Di Stefano, ma all'improvviso con lui entrano anche altre due persone.
I tre si travisano subito il viso con dei passamontagna. Uno impugna una pistola giocattolo, ma senza tappo rosso, una copia identica all'originale, con tanto di caricatore, la punta contro la donna e l'aggredisce invitandola ad aprire la cassaforte. Gianni Guido, che è nel laboratorio della gioielleria, si accorge dell'accaduto: prende una pistola calibro 9 per 21, legalmente detenuta, e corre in difesa della moglie e per intimorire i banditi spara due colpi in aria. Ma i rapinatori per tutta risposta puntano la pistola prima alla gola della donna e poi dell'uomo, e li aggrediscono entrambi colpendoli con schiaffi e pugni. Ne nasce una colluttazione. Ed è a quel punto che il commerciante spara contro di loro: un colpo centra al petto il bandito armato, altri, secondo i carabinieri di rimbalzo, colpiscono i due rapinatori, uno alla spalla, l'altro alla gamba. I primi due provano a scappare, a raggiungere la Nissan Micra con la quale erano arrivati a Nicolosi, di proprietà di uno di loro, ma fanno pochi metri e crollano. Il primo muore subito, il secondo durante il trasporto nell'ospedale Cannizzaro. Entrambe le vittime - Davide Laudani e Salvo Catania, il primo incensurato, il secondo in passato denunciato per reati contro il patrimonio - avevano 21 anni. Il terzo, Fabio Pappalardo, 30 anni, è bloccato dai militari dell'Arma vicino alla guardia medica e portato nell'ospedale Garibaldi di Catania, ma non è in pericolo di vita. In un ospedale catanese viene ricoverata anche Mariangela Di Stefano, perché sotto choc ma anche per farsi medicare le ferite al volto. Il marito è invece condotto nella stazione dei carabinieri per essere sentito dal sostituto procuratore Antonella Barrera che valuterà la sua posizione. Il sindaco di Nicolosi descrive la coppia di commercianti come "persone per bene, e grandi lavoratori" e lancia "l'allarme sicurezza" in paese chiedendo l'attivazione del sistema pubblico di video sorveglianza.

Fonte: ANSA
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