Cronaca • Cronache siciliane

L'Osservatorio sui Diritti dei Minori chiede "certezza della pena ed obbligatorietà di cura"

18 febbraio 2008
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L'Osservatorio sui Diritti dei Minori domanda "certezza della pena ed obbligatorietà di cura" per i condannati per reati di pedofilia, per i quali prevedere, tra l'altro, un trattamento psicologico e la creazione di un registro informatico. Antonino Napoli, vicepresidente e responsabile legale dell'Osservatorio ha proposto la modifica dell'art.609Nonies del codice penale, evidenziando che "il nostro diritto penale sostanziale non considera i reati sessuali, soprattutto contro

Al Poggetto
i minori, come il frutto di turbe psichiche e, pertanto, non sono previste misure tese ad un trattamento sanitario".
"Pertanto, nessuna cura obbligatoria viene prevista per tali soggetti che, senza avere consapevolezza della loro devianza, potranno reiterare le condotte per cui sono stati puniti.

La proposta - ha aggiunto - nasce da uno studio condotto dall'Osservatorio di comparazione tra la nostra normativa in materia di reati sessuali, soprattutto contro i minori, e quella di altri Paesi quali la Gran Bretagna, la Danimarca, la Norvegia e gli Stati Uniti ove tali proposte sono state già introdotte con efficaci risultati".
"Occorre che il tutto Parlamento - ha concluso l'avvocato Napoli - nella prossima legislatura comprenda la delicatezza del tema, la diffusione sempre maggiore di tali tipi di reati e la necessità di incentivare il carattere risocializzante della pena e la necessità di prevenire tali tipi di reato".
In pratica, l'Osservatorio ha chiesto per condannati per pedofilia un trattamento psicologico obbligatorio teso alla modifica del comportamento deviato per un periodo non inferiore alla durata della pena, una restrizione ai movimenti, di tenersi lontano da luoghi frequentati da bambini e non svolgere lavori che prevedano un contatto con essi per una durata non inferiore ad anni 5 dalla cessazione dell'esecuzione della pena, l'obbligo di tenere informati gli organi di polizia sulla loro residenza e sugli eventuali spostamenti per una durata non minore ad anni 5.

Gli organi di Polizia dovranno avvertire le scuole, asili ed altri luoghi frequentati da minori della presenza nella comunità di soggetti che hanno subito una condanna per reati sessuali contro i minori al fine di consentire, in concorso con le famiglie, di aumentare la vigilanza sui minori.

Infine, dovrà istituirsi un registro informatico non pubblico ma accessibile a tutti gli organi di polizia in cui vengono inseriti i condannati per i predetti reati. 



 

Fonte: (ANSA)
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