Una lunga nota scritta del procuratore di Agrigento Ignazio De Francisci è giunta stamane a Palermo sul tavolo del procuratore generale Salvatore Celesti, contenente chiarimenti sulla vicenda del pedofilo agrigentino arrestato venerdì scorso per aver commesso abusi su una bimba di 4 anni, nonostante una condanna precedente a 6 anni e 6 mesi per aver violentato tre sorelline di Aragona.
La nota, lunga tre pagine, è stata inviata a Celesti dopo le numerose polemiche sorte
Il pizzaiolo ha commesso infatti il nuovo episodio di abuso dopo essere stato scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare. Dopo la liberazione l'uomo era stato sottoposto solo al divieto di dimora nella provincia di Agrigento e all'obbligo di firma.
Stamane il procuratore aggiunto di Agrigento Claudio Corselli, si è incontrato a Palermo col procuratore generale Salvatore Celesti e con l'avvocato dello Stato Vittorio Aliquò.
Il ministro della giustizia Luigi Scotti si è riservato di disporre una "ispezione mirata" per fare luce sulla vicenda.
"Fare piena chiarezza su quanto avvenuto ad Agrigento per fare emergere tutte le responsabilità che hanno reso possibile il verificarsi di un atto così abominevole".
A chiederlo è il deputato del Pd Giuseppe Lumia.
"Si applichi il massimo del rigore nei confronti di tutti coloro che per negligenza hanno permesso - dice - ad un pedofilo di reiterare il proprio reato. E' necessario che il nuovo governo, come primo atto, riveda la normativa vigente per un inasprimento sensibile delle pene e per fare in modo che queste vengano interamente e concretamente scontate".
"In un paese civile - afferma - non può esservi alcuna forma di garantismo verso chi commette reati così esecrandi"