"Anche se ai nostri pubblici amministratori la bicicletta è stata data con così larga maggioranza, è la voce di un cittadino qualunque che li esorta a gran voce: pedalate! E, in prima istanza, chiede altresì con non meno vigore il "diritto all'insulto".
Questo forse è il solo mezzo che rimane per esternare il disagio di chi è costretto a camminare sui marciapiedi dissestati e strade non illuminate ed ostruite da cantieri eternamente fermi. E' il solo mezzo per denunciare lo sfinimento dello stare in coda per dimostrare che si è ottemperato ai doveri, e che i vari balzelli che ci vengono contestati sono stati in realtà regolarmente pagati.
E' il solo mezzo che rimane per reclamare una vita migliore che non quella di difendersi in prima persona dagli attacchi dei malavitosi che ci costringono a chiudere gli esercizi, a mettere le spranghe alle porte, a circolare con la paura di atti violenti e ad insegnare ai figli il sospetto.
Sono stanca di una Sanità che mi fa augurare la morte piuttosto che la malattia!Forse mi illudo che quest'appello riesca a scalfire la cotenna dei responsabili di questo stato di cose, ma sono invece sicura che essi dovranno temere il giorno in cui gli insulti che si uniranno al mio saranno tanti.
Annamaria Sole
Ho da poco tempo esperimentato l'espressione dell'insulto, vaffa...compreso, che nei momenti più pesanti della mia giornata indirizzo a questo e a quello, familiari in primis - egoisti e molto esigenti - che fanno finta di non vedere la mia stanchezza ed il disagio che giorno dopo giorno mi logora la salute.
E' chiaro che tutto questo bla bla bla lo indirizzo in assenza dei destinatari...magari solo pensandolo.
Così riesco a scaricare l'ansia e e a tenere lontana la depressione e la scontentezza.
Povateci anche voi, vi assicuro che funziona egregiamente!
Mariastella