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Cronaca • Cronache siciliane

Veniva costretto a spacciare e compiere furti. Giovane marocchino si ribella e fa arrestare i suoi aguzzini. In manette 10 persone

22 settembre 2008 10:13
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Come Oliver Twist ha rincorso la felicità, trovando degrado e sfruttamento, riuscendo poi a riscattarsi. Rimasto solo, dopo la morte della madre, W.R., un ragazzo marocchino, ha pensato di rifarsi una famiglia in un'altra città, ma è finito in una rete criminale, prima iniziato alla droga, e poi, come il protagonista del romanzo di Charles Dickens, mandato a rubare e a rapinare. Alla fine, anche lui come l'eroe bambino creato dalla penna dello scrittore inglese, ha trovato la forza di raccontare la sua storia, mandando in galera chi l'avrebbe sfruttato. Quella di W.R però non è un pezzo di vita romanzata, ma la triste realtà. Oggi il protagonista di questa torbida storia ha 17 anni e vive in una località segreta sotto protezione. Grazie al suo racconto, infatti, gli agenti dell'antidroga di Trapani hanno sgominato una banda criminale, accusata di spaccio di droga, furti e rapine in appartamenti.

 

Su ordine del gip Massimo Corleo, sono stati arrestati e rinchiusi in carcere Rosa Cordaro, Nadia Acabo e Nicola Di Pietra (madre, figlia e genero, di 48, 29 e 30 anni); Vincenzo Papa di 26 anni, Salvatore Adragna di 42 anni e i suoi figli Pietro e Giuseppa, entrambi di 22 anni. Domiciliari per Alessandro Gucciardo, 30 anni, e un altro figlio di Rosa Cordaro, Giuseppe Acabo, 25 anni. Al decimo indagato, Salvatore Nicolò Scalabrino, 35 anni, è stato notificato l'obbligo di dimora. La storia del marocchino-Oliver Twist, nome dato all'operazione di polizia, è maturata in un contesto difficile, nel quartiere Fontanelle-Milo a Erice. Fondamentale è stato il sostegno dato al ragazzo da un assistente sociale del comune trapanese, che dopo aver saputo dei suoi problemi legati alla tossicodipendenza lo ha aiutato a trovare la forza di reagire e denunciare. Agli inquirenti, W.R. ha raccontato le sue vicissitudini, cominciate nel 2007. Dopo essere stato abbandonato dal padre, il ragazzo decide di lasciare il Marocco per raggiungere la madre, a Padova. Con lei però trascorre appena un mese, il tempo di vederla morire a causa di una malattia. Rimasto solo segue il compagno della madre, trasferendosi a Erice. Qui però viene iniziato all'uso di droghe pesanti e costretto a rubare. Nel giro di poco tempo viene usato come pusher per lo spaccio di droga e introdotto in una banda che compie rapine in appartamenti, partecipa anche a una rapina in una villa a Valderice (Tp). L'assistente sociale alla fine lo convince a confidarsi con la polizia. Agli investigatori indica i nomi di coloro che lo avrebbero costretto a commettere i reati; le successive indagini, condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche, avrebbero poi confermato i racconti del giovane, risalendo anche al commerciante di oro usato, indagato, che avrebbe fatto da ricettatore della refurtiva trafugata negli appartamenti.

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"E' una storia di emarginazione e disagio, ma anche di riscatto sociale", dice il dirigente della squadra mobile di Trapani, Giuseppe Linares. Al minorenne, il questore di Trapani, Giuseppe Gualtieri, rilascerà uno speciale permesso di soggiorno concesso dall'autorità di pubblica sicurezza ai sensi della normativa vigente in materia di stranieri per chi, come il marocchino, collabora con le autorità di polizia per smantellare organizzazioni criminali.

Fonte: adnkronos
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