Cronaca • Cronache siciliane

Evadevano l'Iva su macchine di grossa cilindrata, arrestate quattro persone a Catania

04 luglio 2008
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Mediante la transazione di società di comodo, che chiudevano dopo un anno di attività senza presentare dichiarazioni dei redditi prodotti, evadevano il 20% dell'Iva dovuta sull'acquisto, dalla Germania, di automobili di grossa cilindrata che poi rivendevano in Italia a prezzo scontato e recuperando l'Iva mai pagata. E' l'accusa contestata dalla Procura della Repubblica di Catania a 8 autosaloni che in quattro anni avrebbero generato, con questa presunta truffa, un volume d'affari di 20 milioni di euro.

L'inchiesta è culminata, la notte scorsa, con l'arresto da parte della guardia di finanza di quattro persone: i titolari di tre concessionarie, a uno dei quali sono stati concessi i 'domiciliari', e un maresciallo delle Fiamme Gialle che avrebbe cercato di coprire le indagini in cambio di auto regalate, ma che è stato scoperto e denunciato dai suoi colleghi, gli stessi che gli hanno notificato il provvedimento cautelare portandolo in carcere. Disposti inoltre l'obbligo di firma per altre 10 persone, mentre due indagati sono stati denunciati. Durante l'operazione gli investigatori hanno anche eseguito il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per il complessivo ammontare della presunta truffa: circa 6 milioni di euro.

Le indagini sono state coordinate dai sostituti procuratori Andrea Bonomo e Rosa Miriam Cantone. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip Angelo Costanzo. Gli arrestati sono tre titolari di società coinvolte nell'inchiesta, Placido Santonocita, di 47 anni, Giuseppe Pesce, di 41, e Paolo D'Amico, di 45, al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari, e il maresciallo della guardia di finanza, Gaetano Pizzolo, di 50 anni, che è stato arrestato dai suoi colleghi del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Catania.

Per i tre titolari di società, oltre al reato di truffa allo Stato e frode fiscale, è contestata anche la corruzione: secondo l'accusa avrebbero dato auto di grossa cilindrata al sottufficiale 'infedele' in cambio dell'omessa responsabilità di alcuni degli indagati nell'inchiesta.

Le società coinvolte nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Catania sono complessivamente 10, comprese una a Roma e l'altra a Villa San Giovanni (Reggio Calabria) e una di Carlentini (Siracusa) la cui attività è cessata

Fonte: ansa
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