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Minacciavano gli abitanti dello Zen e gli facevano pagare il pizzo, arrestati 20 estorsori a Palermo appartenenti al clan Lo Piccolo

02 luglio 2008
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Imponevano il pizzo anche agli inquilini del quartiere popolare Zen, minacciandoli di interrompere l'erogazione di acqua e luce. E' uno dei retroscena dell'operazione "Addiopizzo 3", condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Palermo. Venti le ordinanze di custodia cautelare, firmati dal gip Maria Pino ed eseguite la notte scorsa.
 
I provvedimenti riguardano appartenenti a Cosa nostra, accusati di estorsione aggravata e continuata nei confronti di commercianti e imprenditori. Le indagini si sono avvalse anche della collaborazione degli imprenditori estorti. Trenta in tutto gli episodi estorsivi accertati, tra cui appunto le richieste degli affiliati al clan Lo Piccolo nei confronti dei residenti di alcuni padiglioni dello Zen.
 

Ecco i nomi dei 20 arrestati nell'ambito dell'operazione 'Addio pizzo 3' condotta dalla sezione criminalita' organizzata della Questura di Palermo, che ha portato in carcere venti soggetti appartenenti a Cosa nostra e autori di diversi episodi di estorsione.

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I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare sono i pregiudicati: Piero Alamia, 40 anni; Michele Catalano, 49 anni; Domenico Ciaramitaro, 34 anni; Antonino Ciminello, 48 anni; Antonino Cumbo, 42 anni; Giovanni Cusimano, 67 anni; Salvatore Davi', 60 anni; Francesco Di Blasi, 66 anni; Salvatore Genova, 50 anni; Giovanni Battista Giacalone, 35 anni; Andrea Gioe', 39 anni; Antonino Lo Brano,40 anni; Salvatore Giovanni Lo Piccolo, 65 anni; Sandro Lo Piccolo, 33 anni; Antonino Mancuso, 47 anni; Franceso Palumeri, 48 anni; Gioacchino Rosario Pensabene, 58 anni; Carmelo Giancarlo Seidita, 33 anni; Domenico Serio, 31 anni; e Massimo Giuseppe Troia, 32 anni. 

 

Tutti gli arrestati devono rispondere, a vario titolo, di 31 episodi di estorsione aggravata e continuata ai danni di numerosi operatori economici del capoluogo commessi fino al febbraio 2008. Le indagini hanno permesso di far luce su le imposizioni degli esponenti delle famiglie mafiose di San Lorenzo, Tommaso Natale e Partanna, riconducibili al mandamento di San Lorenzo, posto sotto il controllo di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, latitanti all'epoca dei fatti. Tra i venti indagati raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip Maria Pino su richiesta del procuratore aggiunto Morvillo e dei sostituti Gozzo, Paci, Del Bene e Picozzi della Dda di Palermo, solo tre erano ancora liberi.

Si tratta di Ciminello, Pensabene e Di Blasi. L'operazione, che costituisce la naturale evoluzione di "Addio Pizzo 2" conclusa lo scorso marzo, ha permesso di ricostruire in parte episodi di estorsione nuovi messi in atto da soggetti gia' detenuti per altra causa, in parte casi per i quali i responsabili erano gia' stati arrestati nell'ambito dell'inchiesta Addiopizzo 2 e in parte da casi recenti di cui sono ritenuti responsabili Pensabene e Ciminello.

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire anche le richieste di pizzo da parte di alcuni estortori del clan Lo Piccolo nei confronti dei residenti dei quartieri Zen 1 e Zen 2, minacciati di di un'interruzione nell'erogazione di acqua e luce. Le intimidazioni risalgono al periodo compreso tra il 2003 e il 2007. La gestione di tali estorsioni era di competenza di Antonino Lo Brano fino al 2005 e,successivamente al suo arresto, di Michele Catalano. Le richieste estorsive venivano suddivise in due rate semestrali da pagare in prossimita' delle festivita' pasquali e natalizie.

 

Fonte: adnkronos
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