Cronaca • Cronache siciliane

Talpe alla Dda, la motivazione "Cuffaro favori' i boss ma non l'intera associazione mafiosa"

01 luglio 2008
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Rivelando la presenza di microspie in casa del boss Guttadauro al suo 'delfino', Mimmo Miceli, Cuffaro ha voluto consapevolmente e direttamente aiutare Miceli, stesso, abituale frequentatore del boss, a sottrarsi alle investigazioni, ed ha accettato il rischio di aiutare anche Guttadauro. Ciò, non significa, però, che l'ex governatore siciliano abbia agito per favorire l'intera associazione Cosa nostra. Si basa sulla distinzione tra dolo specifico e dolo eventuale l'esclusione dell'aggravante di mafia, contestata ai pm all'ex governatore siciliano Totò Cuffaro, operata dai giudici della III sezione del tribunale di Palermo che condannarono il politico a 5 anni per favoreggiamento. Nelle motivazioni della sentenza del cosiddetto processo alle talpe alla dda, depositate ieri, i giudici infatti, ritenendo provata la fuga di notizie sulla 'cimice' distinguono tra il "dolo diretto", che mosse Cuffaro, a rivelare la presenza della cimice a Miceli e il "dolo eventuale" consistente nell'accettazione del rischio che il boss ne fosse messo a conoscenza. Il dolo eventuale, però, non basta per sussistenza dell'aggravante dell'avere agevolato Cosa nostra, che necessita di un dolo specifico. "Cuffaro con assoluta certezza - secondo i giudici - si rappresentò la possibilità che, rivelando la notizia segreta al Miceli, questi l'avrebbe a sua volta riferita al suo amico Guttadauro di fatto aiutando anche lui a sottrarsi alle investigazioni. In tal modo, sulla scorta dei sopra ricevuti principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità, la condotta del Cuffaro integra, sotto il profilo dell'elemento psicologico del reato, il dolo generico dell'aiuto". Perché ci sia l'aggravente di avere agevolato Cosa nostra si sarebbe dovuto provare, invece, che Cuffaro "abbia inteso volontariamente agevolarne l'attività criminale nel suo complesso". 

Fonte: ansa
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Anonimo 03 luglio 2008   16:44

Rif: "...Ciò, non significa, però, che l'ex governatore siciliano abbia agito per favorire l'intera associazione Cosa nostra...".

Non m'interessa la vicenda di riferimento esposta nell'articolo, se non come cittadino che sempre più si sente defraudato di diritti e certezze, certezze come quella che nel 1939 a Milano già si procedeva alla raccolta dei rifiuti solidi urbani in modo DIFFERENZIATO. Ah maledetto fascismo, non riusciamo ad addebitargli nessuna colpa se non l'immaginativo, ma questo è un altro discorso.

Non sono giudice, e nemmeno azzeccagarbugli, quindi è probabile che certi lor signori mi diranno: "Zitto, villico, non capisci niente di cose di giustizia"!

Proprio perché non capisco niente di giustizia amministrata, e spero di non avere la fortuna di conoscere questo tipo di amministrazione, chiedo: "Che vuol dire- ...non ha agito per favorire l'intera associazione di Cosa Nostra". Forse che Cosa Nostra è un'unica organizzazione che sorge qui e là ed in ogni dove?

Un'idea improbabile, non vi pare? I capi di Cosa Nostra sono tanti, ognuno con i suoi "soldati" e "famiglia", dunque, aiutarne o collaborare con uno di loro è evidente che non vuol dire collaborare con tutti gli altri, ciò è impossibile per rivalità d'interessi di una cosca sulle altre, oppure il motivo può essere d'inimicizia personale, di poca comprensione...

Il confessare scientemente ad un "capo" qualcosa che gli è utile, vuol dire assolvere un debito/dovere! Che poi il "capo" faccia quello che vuole dell'informazione, è un problema tutto suo.

Ma se nel comunicare "la cosa utile" si rompe il segreto d'ufficio, o la si carpisce per la posizione pubblica ricoperta... sempre esiste dolo in falso ideologico per rivelazione di un atto pubblico, ed altre specifiche che, e tutte insieme queste cosucce, non capisco come possono essere rubricate alla voce applicata: "Aiuto esterno, con dolo generico".

Dolo diretto, dolo eventuale... ma il soggetto delle due proposizioni non è sempre "dolo", quindi VOLONTA' DI ESERCITARE UNA DISCREZIONE, allora, già in sè questo "dolo" contiene l'aggravante perché esso è commesso, in questo caso, nell'atto di espletamento di una funzione pubblica. Il non avere aiutato l'intera attività criminale non significa niente nel caso descritto dall'articolo, anche perché, come già riportato, è impossibile  aiutare tutti, anche volendolo.

Che sia una motivazione di sentenza arttefatta?

Ma per scoprire che si diventa onorevoli solo con l'aiuto dello "zio pippo2 o altro zio c'è necessità di fare processi? Basta osservare i movimenti dei candidati in periodo pre elettorale e leggere il fascicolo P nella parte "X2", volete che il maresciallo della stazione non sappia? Lui sa, ma per solito non può agire.

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