Morire è un cattivo affare, ma morire a Palermo è un pessimo affare. Non solo per chi muore, ché anzi, non ha da onorare altri debiti, ma per chi sopravvive: sono coloro che devono far passare a miglior vita il defunto a sperimentare l’industria del caro estinto.
A Palermo non c’è posto per i morti e non ci sono soldi che bastino ai vivi per dare riposo al defunto. I cimiteri non hanno più posti per ospitare i morti e il forno crematorio non funziona, eppure l’industria del caro estinto funzione eccome.
Com'è possibile?
Con in tasca uno spicchio d’aglio e un corno rosso, per la serie non è vero ma ci credo, abbiamo fatto un tour attraverso le diverse agenzie funebri della città per conoscere i prezzi, i servizi offerti dalle imprese e dal Comune, ma anche, purtroppo, i disservizi che spesso accompagnano il caro estinto nel suo ultimo viaggio: quello verso il camposanto… ammesso che sia aperto!
Mediamente, un funerale organizzato da una impresa funebre qualificata ha un prezzo che si aggira tra i 2 mila e i 2.200 euro. Una spesa comprensiva di cassa, fiori, trasporto della salma al cimitero e messa.
A questo punto esistono tante opzioni legate a diversi fattori: Il cimitero di destinazione finale, la proprietà o meno di un cappella privata, la scelta della cremazione.Partiamo dal cimitero.
A Palermo i camposanti comunali sono tre: Cappuccini, Rotoli e Santa Maria di Gesù.
La disponibilità di posti qui è cronicamente insufficiente. Le salme che non possiedono una tomba privata, dunque, vengono sistemate in “campi di inumazione” (le vecchie fosse comuni per intenderci) per un periodo di sei anni. Il costo di un loculo in uno dei tre cimiteri, secondo il listino aggiornato la scorsa settimana dopo più di trent’anni, è pari a 683,97 euro. E chi invece può contare su una cappella privata? Deve sperare che questa non sia nella zona alta del cimitero dei Rotoli.
Quella zona, infatti, è chiusa dall’autunno scorso, da quando cioè, alcuni massi caddero da monte Pellegrino e indussero il Comune a dichiarare l’area off-limits perché pericolosa. Le casse destinate a questa zona dei Rotoli, quindi, vengono momentaneamente sistemate in loculi murali in attesa che l’area venga di nuovo dichiarata agibile. Nel frattempo, anche semplicemente portare un fiore ai propri cari sepolti in quella sezione è praticamente impossibile, perché l’area è transennata ed i vigili sono tenuti a multare chiunque venga sorpreso in quella zona… armato di crisantemi.
Discorso a parte, invece, per le tariffe di inumazione nel cimitero di Sant’Orsola. Questo, infatti, è un impianto privato e dunque può contare su un listino ben più salato rispetto agli altri camposanti della città. Qui un posto dove riposare in pace ha un prezzo che varia dai 2050 ai 5050 euro. Un aumento di costi che, tuttavia, fa da contraltare anche qui alla penuria di tombe vacanti. Così la scelta della sistemazione non è più a discrezione della famiglia del defunto, ma legata alla posizione della tomba libera. Se è libera una tomba da 5 mila euro, quindi, mano al portafogli, pagare e sorridere… pardon, pagare e piangere. L’alternativa è la cremazione, ma non è praticabile.
Il tempio crematorio di Palermo è obsoleto, comunque molto vecchio, quindi s’inceppa frequentemente. La sua costruzione, infatti, risale a più di vent’anni fa e la ditta incaricata della manutenzione, che ha sede a Modena, nel tempo ha provveduto a riparare più volte l’impianto. Lavori che il Comune non ha ancora pagato. Questa insolvenza spiega il ritardo, giunto ormai a più di sei mesi, nei lavori di sistemazione del forno.
Ma qual è la causa del mancato funzionamento?
Il tempio crematorio di Palermo è ai Rotoli, e precisamente nella zona alta, quella transennata perché inagibile. In più, pare, che un masso sia caduto proprio sul tetto del tempio rendendolo inutilizzabile. Come fare allora? Semplice, rimettere mano alla “sacchetta” e pagare l’impresa funebre per trasportare la salma al forno crematorio più vicino. Vicino si fa per dire, dal momento che l’altro impianto è a Montecorvino Pugliese, in Campania.
Un “viaggetto” da 1500 euro in su, alle quali va aggiunto il costo della cremazione. Il tempio crematorio campano, infatti, è sì aperto 24 ore su 24, è sì sempre efficiente e funzionante, ma è anche privato.
Il costo per una cremazione è di 530 euro se la salma arriva entro le 20, cento euro in più se arriva dopo. Insomma, per chi bada al centesimo è meglio che viaggiando sulla Salerno-Reggio Calabria non incontri coda al casello di Battipaglia.
Andrea Tuttoilmondo
Anche se sono palermitano,e meglio morire è farsi seppellire ho cremare qui a torino,dove non bisogna fare un mutuo
per farsi seppellire,e anche da morti vi è tanto spazio è verde intorno.franco...torino
Beeellu, accussì dopu ca mori unu si vadda macari u panorama...
mah.. allucinanti questi prezzi.
A Como è tutto molto più "economico"
a palermo sembra che tutto vada male ma alla fine a tutti va bene cosi . io sono di palermo ma vivo a udine ,qui se qualcuno muore e non ha la possibilita di fare il funerale,il comune paga tutto e poi i parenti restituiscono pian piano.anche a palermo dovrebbe essere cosi ,ma sicuramente i soldi del comune chissadove vanno a finire. mha speriamo bene gente di palermo toccatevi le palle sennò potreste avere problemi anche nellaldila. ciao da gaetano barbarotta a tutti i palermitani.
bisogna anche dire che il comune di palermo ha venduto si puo dire sottobanco a "persone importanti" cappelle di valenza storica e nessuno ne sa niente!!!!!!!!!!!!
quando si parla di Palermo che é tra parentesi la mia cittá, non mi sorprende piú niente !! Franco Albanese
Anche se sono palermitano,e meglio morire è farsi seppellire ho cremare qui a torino,dove non bisogna fare un mutuo
per farsi seppellire,e anche da morti vi è tanto spazio è verde intorno.franco...torino
mah.. allucinanti questi prezzi.
A Como è tutto molto più "economico"
quando si parla di Palermo che é tra parentesi la mia cittá, non mi sorprende piú niente !! Franco Albanese