"Una figura estremamente compromessa col sistema criminale", così i giudici della quarta sezione della corte d'appello di Palermo definiscono l'ex maresciallo della Dia Giuseppe Ciuro, condannato a 4 anni e 8 mesi per favoreggiamento, nelle motivazioni della sentenza che dispose anche la destituzione dall'incarico e la rimozione dalla Finanza dell'imputato. Il provvedimento, come riporta il Giornale di Sicilia, è stato depositato ieri.
Quello a carico di Ciuro è uno dei processi della indagine della procura di Palermo sulle cosiddette 'talpe alla dda'. Il maresciallo scelse di essere giudicato in abbreviato e la sua posizione venne così stralciata da quella degli altri protagonisti della vicenda: come l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro e l'imprenditore della sanità privata Michele Aiello, processati e condannati col rito ordinario.
Secondo l'accusa Ciuro, che per anni ha lavorato al fianco del pm della dda Antonio Ingroia, avrebbe rivelato ad Aiello notizie riservate su indagini a suo carico. L'ex maresciallo ideò la rete riservata di cellulari, per non farsi intercettare, con un altro esponente delle forze dell'ordine, Giorgio Riolo, maresciallo del Ros, anche lui condannato. I giudici hanno poi definito "inverecondo" il "contegno processuale" dell'imputato, teso a negare l'evidenza". Il nome di Ciuro è tornato d'attualità nei giorni scorsi nell'ambito della polemica tra il giornalista Marco Travaglio e il vicedirettore de la Repubblica Giuseppe D'Avanzo, che ha ricordato i rapporti tra l'ex maresciallo e Travaglio.(