Sono proseguiti per tutta la notte gli interrogatori degli amici e dei familiari di Tommaso Calafiore, 19 anni, il giovane assassinato ieri sera a Termini Imerese con un scarica di lupara al volto mentre si trovava nella pizzeria San Carlo, nel centro della cittadina del Palermitano. Calafiore era incensurato ma le modalità dell'agguato sono quelle di un delitto di stampo mafioso. Il giovane è stato ucciso da un sicario che è entrato nel locale con il volto coperto da un
passamontagna e ha sparato con un fucile a canne mozzate prima di allontanarsi indisturbato. Calafiore, disoccupato, non risulta agli investigatori avesse contatti con la criminalità organizzata. Il killer, secondo la ricostruzione dei testimoni, non ha avuto esitazioni nel fare fuoco. Si è diretto verso il giovane ed ha sparato. Per gli investigatori il movente che ha portato a compiere l'esecuzione di fronte a tante persone presenti nel locale rimane un rebus. "Stiamo indagando in tutte le direzioni - affermano i carabinieri - ma per noi Calafiore era un perfetto sconosciuto".Il sicario ha esploso due colpi di fucile che hanno colpito Calafiore, che faceva saltuariamente il muratore, al fianco sinistro ed alla nuca. L'uomo è poi scappato a piedi per le vie circostanti, facendo perdere le proprie tracce. I rilievi sul luogo del delitto sono stati eseguiti dai carabinieri della sezione investigazioni Scientifiche del comando provinciale di Palermo.Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale di Termini Imerese Marco Formentini. Il cadavere di Calafiore è stato trasportato all'istituto di medicina legale di Palermo per l'esame autoptico.