La frattura dalla quale esce la colata sul versante sud-est dell'Etna è lunga circa un chilometro e si è aperta nella zona della Valle del leone. Al suo interno si sono create diverse 'bocche' del tipo a 'bottoniera', da tre delle quali è presente effusione lavica e stromboliana.
La colata lavica nella zona più a valle si divide in due bracci, espandendosi nella desertica valle del Bove senza costituire un pericolo per i centri abitati.
E' quanto emerge da un sopralluogo sull'Etna compiuto da esperti del dipartimento nazionale della Protezione civile, dal prof. Mauro Rosi dell'università di Pisa e da militari del soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi.
Sull'Etna e' presente una colata lavica lunga oltre un chilometro venutasi a creare da una frattura che si è aperta nella zona della Valle del Leone. Gli esperti del Dipartimento nazionale della protezione civile hanno effettuato un sopralluogo e la colata lavica nella zona piu' a valle si divide in due bracci, espandendosi nella desertica Valle del Bove senza costituire, dunque, pericoli per i centri abitati.
All'interno della frattura vi sono poi altre bocche denominate 'a bottoniera', tre delle quali presentano anche effusione lavica e attivita' stromboliana.