Cronaca • Cronache siciliane

I tre presunti assassini di Lorena tentarono di depistare le indagini

14 maggio 2008
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I tre minorenni di 15, 16 e 17 anni arrestati la notte scorsa a Niscemi (Caltanissetta), con l'accusa di avere ucciso e poi gettato in un pozzo la quattordicenne Lorena Cultrera, avrebbero tentato di depistare, nei giorni scorsi, le indagini. E' quanto emerge dall'inchiesta, coordinata dalla Procura dei Minori di Catania, che ha portato i tre giovanissimi con l'accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

I ragazzi, sentiti dagli inquirenti che tentavano di ricostruire

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le ultime ore di Lorena prima di sparire los corso 30 aprile, avrebbero raccontato di avere visto piu' volte in passato la giovane Lorena "in compagnia di un quarantenne con una Volkswagen Gol". E nei primi giorni l'attenzione degli inquirenti era puntata proprio sull'adulto, che viveva a Vittoria (Ragusa), che pero' aveva escluso un coinvolgimento nella sparizione della ragazza.

I tre minori, come conferma anche il Comandante dei Carabinieri di Caltanissetta, il colonnello Diego Eramo, avrebbero reso "piena confessione" al termine di un interrogatorio fiume, durato quasi tutta la notte. A crollare per primo sarebbe stato il piu' giovane del branco, il quindicenne, che ha ammesso di avere partecipato all'omicidio della ragazza, parlando anche del coinvolgimento degli altri due. I genitori dei tre minori, che si trovavano in caserma, quando hanno appreso della confessione choc dei loro figli minori, hanno iniziato a gridare. La madre di uno di loro e' stata colta da malore ed e' stato necessario l'intervento di un'autoambulanza. Ma nessuno dei tre giovanissimi, come si apprende da ambienti giudiziari, avrebbe dato segni di pentimento.

 

Non si conosce ancora il movente che ha portato all'uccisione della ragazza. Gli investigatori, fino a questo momento, non confermano l'ipotesi secondo cui la ragazza, che avrebbe avuto rapporti con tutti e tre, avrebbe affermato di aspettare un bambino e di non sapere chi dei tre fosse il padre.

"Lo voleva dire a tutti, anche ai nostri genitori", avrebbe confessato uno dei tre minori. Cosi', sarebbe scattato il raptus di violenza che ha portato allo strangolamento della ragazza. I sospetti, come affermano gli inquirenti, erano subito caduti sul branco. I ragazzi erano seguiti da diverso tempo, perche' dalle loro deposizioni erano emerse delle anomalie rispetto ai tabulati telefonici registrati dai Carabinieri. "Li abbiamo seguiti in questi giorni - ha confermato il colonnello Eramo - Ma conducevano una vita normale. Nessuno di loro ha parentele con esponenti mafiosi, ne' sono parenti di pregiudicato".

Ma il padre di Lorenza, Giuseppe Cultrera, imbianchino e vigile del fuoco volontario, non crede affatto alla versione formita dai giovani, cioe' che la figlia aspettasse un bambino. "E' una grande cavolata - ha detto parlando con i giornalisti che stazionavano davanti alla caserma - Mia figlia non era affatto incinta. Era ancora una bambina". Sara' l'autopsia, che verra' eseguita nel pomeriggio di oggi, a stabilire se davvero, Lorenza aspettasse un figlio. Parlando, invece, dei tre minori arrestati, il padre di Lorena Cultrera, ha sottolineato: "Se sono davvero colpevoli, allora gli devono dare l'ergastolo. devono passare in carcere il resto della loro vita". E, con le lacrime agli occhi, ha aggiunto: "per noi il mondo e' finito, senza Lorena non viviamo piu'".

Fonte: Adnkronos
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