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L'Etna si risveglia e torna la paura. I vulcanologi: "Situazione sotto controllo"

13 maggio 2008
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L'Etna torna a fare paura. Dopo l'eruzione “lampo” di sabato scorso, un evento sismico da esplosione di notevole ampiezza è stato registrato alle 6.24, nelle zone sommitali del vulcano dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania. 

 

Il fenomeno, accompagnato da caduta di cenere in zona, dovrebbe avere interessato il cratere di Sud-Est, dove c'é in atto una forte attività di degassazione. Il tremore dei condotti interni del vulcano è su livelli medio-alti ma non tali da fare ipotizzare la presenza di colate laviche ad alta quota. Lo scossa e’ stata seguita da uno sciame sismico con eventi di media energia è stato registrato sull'Etna nella zona della Pineta Ragabo, sulla faglia della Pernicana, in

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territorio di Linguaglossa. La scossa di maggiore forza è stata di magnitudo 3.4.

 

Alle sale operative del dipartimento nazionale e di quello regionale della Protezione civile non risultano danni a cose o persone.

 

Contemporaneamente si sarebbero alzati i livelli del tremore interno del vulcano, dati che fanno ipotizzare la risalita di magna incandescente nei condotti nell'Etna e fanno ritenere agli esperti dell'Ingv di Catania che ci possa essere una possibile nuova fase effusiva. "Lo sciame – secondo il direttore dell'Ingv di Catania, Alessandro Bonaccorso - è legato alla struttura vulcanica: é il magma che pressa dai condotti interni e cerca di uscire".

 

"Abbiamo registrato - spiega l'esperto - una serie di eventi che fanno ipotizzare a delle fratture in quella zona, dove potrebbe avvenire una nuova fase effusiva. Il sistema, infatti, è notevolmente carico di energia e quindi instabile. Ma la scarsa visibilità non ci permette di dire con certezza se ci sono colate. Sul posto ci sono nostri ricercatori che stanno cercando di appurare cosa sta accadendo".

La zona interessata dalla nuova attività è la stessa che nel 2002 diede origine a una violenta eruzione dell'Etna con l'apertura, a quota 2.800 metri, di diverse 'bocche', la cosiddetta 'bottoniera', dal quale fuoriuscì un ingente quantitativo di lava incandescente che distrusse gli impianti di risalita e le strutture ricettive e turistiche di Piano Provenzana, a Linguaglossa.

 

La situazione sull'Etna, monitorata dall'Ingv, è costantemente seguita dal dipartimento nazionale della Protezione civile e da quello della Regione Siciliana. Il dipartimento nazionale della protezione civile sta inoltre predisponendo l'invio in Sicilia di un team di vulcanologi per monitorare la situazione. Ad annunciarlo e’ stato lo stesso capo della protezione civile Guido Bertolaso, precisando che anche lo Stromboli registra una fase di attività.

 

"Abbiamo i due vulcani della Sicilia in questa fase particolarmente svegli – sottolinea Bertolaso -. Sull'Etna sono stati registrati diversi fenomeni esplosivi con tremori molto forti. Le condizioni climatiche in questo momento ci impediscono di verificare ma c'é una fase molto attiva del vulcano, soprattutto nella zona verso nord est. Anche Stromboli in questo momento è in una fase di particolare attività, che rientra comunque nei canoni standard del comportamento del vulcano. Siamo al livello di attenzione uno".

 

"Un team di nostri vulcanologi - conclude - del dipartimento dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, insieme al professor Barberi andranno sul posto per tenere sotto controllo la situazione e valutare l'evoluzione del fenomeno" .

 

 

 

 

 

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