Cronaca • Cronache siciliane

Processo per la tragedia del volo Atr 72 tra Bari e Djerba. La perizia: "Il costruttore della compagnia ha omesso delle informazioni"

13 maggio 2008
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Il costruttore Atr avrebbe "omesso di fornire una informazione essenziale per garantire la navigabilità dei propri velivoli" contribuendo "in modo determinante ad innescare la catena di eventi che ha condotto all'incidente". E' quanto contenuto in una perizia depositata dalla difesa di tre dei nove imputati, tutti tunisini, nel processo in corso a Palermo per la tragedia dell'Atr 72 della Tuninter, in volo da Bari a Djerba il 5 agosto 2005 (16 morti, 23 sopravvissuti),

Al Poggetto
schiantatosi nelle acque palermitane.

 

La perizia - si è appreso a Bari - è stata depositata dall'avvocato Franco Coppi che difende il direttore generale della Tuninter, Moncef Zouari, il pilota e il copilota dell'aereo precipitato, Chefik Gharbi e Alì Kebair. Secondo l'accusa, il disastro aereo fu determinato dallo spegnimento dei due motori per l'assenza di carburante in quanto sull'aereo era stato montato l'indicatore di un altro modello dello stesso costruttore, quello dell'Atr 42. La sostituzione fu fatta a Tunisi il giorno primo della sciagura.

 

Nel documento difensivo si afferma che "l'errore primario risiede nell'Ipc (Illustrated part catalogue) dell'Atr 72 che, omettendo uno dei part numbers assegnati dal costruttore dello strumento, e in particolare di quello disponibile nel magazzino Tuninter e installato", ha "determinato una situazione di confusione" e ha "contribuito in modo determinante all'incidente", inducendo "in errore il personale di manutenzione".

 

La difesa fa anche riferimento ad un precedente "errore di installazione dell'indicatore quantità combustibile" su un Atr di una compagnia tedesca che non viene indicata, "a conferma del fatto che quanto accaduto alla Tuninter non sia imputabile all'organizzazione di manutenzione della compagnia tunisina ma piuttosto ad una problematica del velivolo". Infine, la perizia sostiene che "la struttura del velivolo non ha protetto gli occupanti" e che "i gravissimi danni subiti dal velivolo all'impatto con la superficie del mare non possono essere addebitati ad imperizia o errata manovra dell'equipaggio". Pertanto la difesa chiede di "verificare l'adeguatezza delle ipotesi di progetto e la rispondenza del progetto per quanto attiene ai pertinenti requisiti strutturali". 

Fonte: Ansa
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