Cronaca • Cronache siciliane

Il clan palermitano San Lorenzo va in scena nell'aula bunker di Milano.

10 maggio 2008
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Taglieggiamenti, intimidazioni ai commercianti, 'messe a posto' di chi, pagando, si assicurava la protezione della cosca e omicidi: l'universo mafioso del clan San Lorenzo va in scena nell'aula bunker di Milano nella deposizione dei pentiti Gaspare Pulizzi e Antonino Nuccio, per la prima volta comparsi in dibattimento dopo la decisione di collaborare con la giustizia. Presente, davanti ai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo, presieduta da Raimondo Lo Forti, che celebrano il processo al clan, Salvatore Lo Piccolo, capo del mandamento mafioso più grande di Palermo, collegato in videoconferenza dal carcere di Opera.

Pulizzi ha rivelato ai magistrati i retroscena di tre omicidi avvenuti nel 2006: quello di Giovanni Bonanno, figlio del killer di mafia Armando, e di Bartolomeo Spatola, entrambi eliminati con la cosiddetta lupara bianca e quello di un terzo uomo, un venditore ambulante, ucciso per errore, Giuseppe D'Angelo. "Facemmo uno sbaglio di persona - ha raccontato Pulizzi - Ad agosto del 2006 andammo io e Gaspare Di Maggio, l'unico che conosceva fisicamente Spatola, e uccidemmo un uomo che gli somigliava". Antonino Nuccio, detto Pizza, l'uomo che ha portato gli inquirenti a Francesco Franzese, fedelissimo di Lo Piccolo, anche lui, poi, pentito, ha parlato in particolare del sistema delle estorsioni. 

Fonte: ansa
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