Il GICO del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato 15 persone coinvolte in una maxi truffa al fisco. Si tratta di cinque dipendenti dell'Agenzia delle Entrate ufficio Palermo 3, di un ex dipendente dell'Agenzia delle Entrate ufficio Palermo 1, di un dipendente della regione siciliana comandato presso l'ex ufficio imposte dirette, ora in pensione, e di otto consulenti fiscali.
Secondo l'accusa, avrebbero "cancellato" i debiti con il fisco
di 411 contribuenti, accedendo illecitamente al sistema informatico dell'Agenzia delle Entrate. Le Fiamme gialle hanno quantificato in 1 milione 700 mila euro l'ammontare delle somme "scontate" ai contribuenti coinvolti nel raggiro, tutti denunciati.
A godere dell'illecito sconto fiscale - secondo gli inquirenti - sarebbero stati anche esponenti mafiosi e titolari di attività nel campo immobiliare e nei settori dell'edilizia, dell'artigianato, dell'agricoltura, del commercio e della sanità.
C'erano anche il boss della "famiglia" di San Lorenzo Lorenzo Tinnirello e il latitante mafioso Francesco Di Fresco tra i contribuenti che usufruivano degli illeciti sgravi fiscali concessi dai dipendenti delle agenzie delle entrate di Palermo arrestati nell'ambito
dell'indagine della guardia di finanza di Palermo. Gli sconti praticati, attraverso l'illecito accesso al sistema informatico dell'agenzia delle entrate, andavano da centinaia di euro fino a migliaia di euro. In cambio i funzionari, che potevano contare sull' aiuto di consulenti tributari, intascavano del denaro.
Queste le persone arrestate dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'operazione denominata 'Front Office': Umberto Romano, 54 anni, Giuseppe Tumminia, 53 anni,
Giuseppe Scaglione, 55 anni, Giovambattista Ignizia, 46 anni, (tutti in carcere); Annamaria Immacolata Loria, 61 anni, Alessandro Lo Re, 43 anni, Dino Giulio Lo Re, 68 anni, Giuseppe Musso, 70 anni, Fabio Barba, 33 anni, Giovanni Barba, 69 anni, Francesco Paolo Ferraro, 44 anni, Vincenzo Di Giugno, 51 anni, Vito Ferrantello, 53 anni, Vincenzo Bruno, 42 anni e Gianfranco Sabatino, 63 anni (tutti agli arresti domiciliari).
L'operazione della Guardia di Finanza che ha portato oggi all'arresto di 15 persone, tra cui cinque dipendenti dell'Agenzia delle entrate, è la seconda in un anno che coinvolge l'ufficio di Palermo e sempre per lo stesso tipo di reato: tangenti che sarebbero state pagate per ottenere sgravi fiscali da dirigenti compiacenti. Anche in questo caso l'ammontare della truffa scoperta dalle fiamme gialle coincide con quello della precedente inchiesta: un mione e 700 mila euro circa. L'inchiesta, denominata in codice Password nel febbraio 2007 portò all'arresto di 12 persone. In manette finirono due funzionari dell'agenzia del fisco, 9 tra commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro e un imprenditore; tutti accusati, a vario titolo, di frode fiscale,falsità materiale e accesso abusivo a sistema informatico. Nel corso del processo (alcuni degli imputati hanno patteggiato) è stato accertato che i funzionari compiacenti, grazie all'intermediazione di commercialisti complici, in un primo tempo accedevano all'anagrafe tributaria e al sistema informatico interno attraverso una loro password, poi, temendo di essere scoperti, usavano quella dei colleghi ignari. Il debito spariva con un colpo di clic sul mouse. In cambio i due dipendenti ricevevano il 30% dell'importo del debito azzerato. Un cospicuo guadagno l'avrebbero avuto anche i commercialisti e i consulenti fiscali coinvolti. Lo stesso sistema adottato, secondo la Guardia di Finanza, dalle persone arrestate oggi a Palermo.