"Siamo sollevati dal fatto che il 'Capo di Cosa nostra' stia meglio. Crediamo sia arrivato il momento che Salvatore Riina senza altro indugiare collabori con la giustizia, dica a tutti noi i nomi dei concorrenti esterni alla mafia per le stragi del 1993". Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando la sentenza della Cassazione.
"Le condizioni di salute di Salvatore Riina, sono migliorate rispetto al febbraio 2007 quando una perizia medica presentava un quadro clinico che pareva impedire al boss di sopportare il 41 bis, e si chiedeva quindi per il soggetto l'abolizione dell'ergastolo, la scarcerazione, l'abolizione del 41 bis e chi più ne ha più ne metta. E non solo Salvatore Riina chiedeva l'abolizione del 41 bis - è detto in una nota - ma molti onorevoli dagli scranni del Parlamento chiedevano l'abolizione del carcere duro ai mafiosi".
Secondo l'Associazione, solo collaborando con la giustizia Riina "potrà sperare di tornare dai suoi familiari senza un vetro che lo separi da loro. Del resto a noi dai nostri familiari ci separano due metri di terra: questo particolare lo ricordiamo per Salvatore Riina e per chi per lui vuole l'annullamento del Regime detentivo speciale 41 bis".