"Mia figlia ha 15 anni e aspetta da mesi un trapianto di cuore, adesso senza il professor Marcelletti chi la fara' l'operazione? Vogliamo cheil professore venga scarcerato subito".
A parlare e' Mariella Luvara',un'energica donna di 40 anni che si fa portavoce di tutte le mamme e iparenti dei bambini cardiopatici ricoverati nel reparto di cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale Civico di Palermo, da ieri 'orfano' del professor Carlo Marcelletti, il primario finito agli
arresti domiciliari con l'accusa di concussione, peculato, truffa aggravata allo Stato e con un'indagine in corso per detenzione di materiale pedopornografico.Questa mattina il reparto e' off limit ai giornalisti, il portiere continua a ripetere ai cronisti che arrivano che "non puo' salire nessuno" al secondo piano.
Ma i genitori dei bambini sofferenti, curati da tempo, da Marcelletti, non ne vogliono sapere distare zitti e scendono giu', uno ad uno, per parlare e sfogare la lororabbia. Mariella Luvara' e' una di loro: "Mi figlia Valeria e' cardiopatica e aspetta da molto tempo un trapianto di cuore perche' rischia di morire da un giorno all'altro. l'ha sempre curata il professor Marcelletti. Adesso mi chiedo chi la deve operare?". Unanime anche la risposta a chi chiede non solo alla signora Luvara' ma anche a tutti gli altri genitori presenti, se Marcelletti ha mai chiesto denaro in cambio di una 'corsia privilegiata' per il ricovero dei loro bambini. "No -grida la donna vestita di nero- non solo. Mia figlia potrebbe benissimo stare a casa, invece siamo qui dal7 aprile proprio perche' il professor Marcelletti ci ha dato la possibilita' di restare qui ed essere curata nel migliore dei modi. Vascarcerato subito, non ci ha mai chiesto una lira, neanche per le visite. Tutte queste accuse sono davvero incredibili".Gli fa eco Michela Basile, una donna minuta di 30 anni, arrivata da Salerno insieme con il marito e il bambino di 8 annicardiopatico dalla nascita.
"Da nove mesi, -racconta la donna- giro per gli ospedali italiani per trovare qualcuno che possa operare mio figlio, alla fine siamo arrivati qua perche' abbiamo sentito che Marcelletti e' il piu' bravo di tutti. E' la terza volta che veniamo qui e ci siamo sempre trovati bene". Neanche a loro il professionista avrebbe chiesto soldi, ma sono stati gli stessi genitori, come confermano ai giornalisti, a fare una "donazione spontanea all'associazione Abc", gestita proprio da Marcelletti.
Secondo l'accusa, rappresentata dai pm Caterina Malagoli e Fabrizio Vanorio, i soldi dell'associazione, in realta' sarebbero stati intascati tutti da Marcelletti per viaggi e cene personali. "Il professore -dice la signora Basile- e' l'unico ad avere un contatto umano con noi genitori, abbiamo girato tanti ospedali ma nessuno come lui ci aveva trattato cosi' umanamente. Ci manca e vorremmo tanto che tornasse a lavorare in reparto". E quando qualcuno le chiede cosa pensa delle gravi accuse che gli vengono mosse, replica stizzita: "E' tutto assurdo...". In disparte c'e' una donna che piange. Si chiama Rita Patania e arriva da Aci Catena (Catania). "Vorrei il conforto del professore -sussurra tra le lacrime- mia figlia ha 5 anni e mezzo e viene curata da lui dalla nascita".
La bambina e' sotto i ferri proprio in queste ore. "Ieri -dice la donna- quando abbiamo saputo dell'arresto io e miomarito volevamo portare via la nostra bambina, ma ci hanno detto che potevamo lasciarla perche' ad operarla sarebbe stata la stessa equipe del professor Marcelletti. Ma vorrei tanto che fosse lui oggi ad operarla. Sono molto preoccupataNeanche a loro Marcelletti avrebbe chiesto soldi. "E neppure una donazione -dice la donna alzando la voce- se mia figliae' viva e' solo grazie al professor Marcelletti. Noi abbiamo sempre avuto solo il meglio da lui. Le mamme sono tutte d'accordo a credere nella sua innocenza".
Poi, si allontana e dice: "Parlo con voi giornalisti in questo momento di dolore solo perche' credo nel professore, mentre mia figlia viene operata al cuore e non so quello che accadra'". Il marito le viene in soccorso e spiega: "Marcelletti non ha maiusufruito delle nostre tasche, se ho voluto fare un regalo per il reparto l'ho fatto solo perche' riconoscente a quello che ha fatto pernostra figlia". E la moglie aggiunge: "Sapete cosa ho donato? I miei orecchini, ma non a Marcelletti. Alla Madonna, perche' salvasse la nostra bambina".
Questa mattina doveva essere operato un altro bambino, originario di Vibo Valentia. A raccontarlo e' il nonno, Pasquale Giamba, un uomo disperato. "Abbiamo saputo ieri quello che e' accaduto-ha detto- ed eravamo increduli, mio nipote, che non ha neppure 8 annidoveva essere operato questa mattina, invece e' saltato tutto. Siamo molto preoccupati. Cosa succedera' adesso al mio bambino? Per noi e' stata una bruttissima notizia. Siamo venuti apposta da Vibo Valentia per farlo operare dal professor Marcelletti in cui crediamo ciecamente. Forse l'intervento si fara' lunedi' o martedi', speriamo che sara' gia' libero di poter operare per quel giornoE quando gli si fa la solita domanda, se ha mai ricevuto richieste di denaro, anche la risposta e' la stessa: "Mai". Non solo. "E' sempre stato talmente onesto -ha ribadito- che quando havisitato il nostro bambino ha persino rilasciato la fattura, senza chenoi glielo chiedessimo. Non ci ha mai chiesto un solo soldo, neppure una donazione per la sua associazione. Noi abbiamo solo comprato dei giocattoli per i bambini del reparto, ma non perche' ce lo avesse chiesto lui. L'abbiamo fatto di nostra spontanea volonta' perche' volevamo che i bambini ricoverati avessero almeno dei giochi con cui potersi distrarre".
E sulle accuse: "Non e' spiegabile tutto cio', non ci crediamo. A sconvolgerci e' stata soprattutto la notizia di quelle immagini ricevute sul suo cellulare. Non possono crederci". E poi una sorta di supplica ai giornalisti: "Vogliamo lui, e' un genio della cardiochirurgia pediatrica. Ditelo a tutti, fatelo sapere che senza dilui saremo costretti a portare via i nostri bambini". Preferiscono, invece, non proferire parola con i giornalisti i medici e gli infermieri. C'e' la consegna del silenzio questa mattina. Un medico che passeggia davanti al reparto si limita a dire: "Marcelletti? Lo conosco solo di fama... ". Ma sono i genitori i piu' disperati. Sono loro a chiedere "al piu' presto" il ritorno in reparto del professor Carlo Marcelletti, costretto da ieri mattina agli arresti domiciliari nel suo residence sul mare all'Addaura, la periferia di Palermo. Il re del bisturi dei bambini sta studiando, dicono i legali, l'ordinanza di custodia cautelare. E' pronto a difendersi davanti al gip nell'interrogatorio che si terra' domani pomeriggio al Palazzo di Giustizia di Palermo.
Elvira Terranova