"Quando 'recluso' nella sua stanza dell'Hotel Addura, a due passi da Mondello, ha saputo che Ignazio Marino e altri suoi colleghi invocano l'espulsione dall'Ordine dei medici, Carlo Marcelletti ha sbuffato. Ha sbuffato contro 'i soliti scacalli'. Confermando le frizioni di sempre: 'C'e' un collega che manovra qualche familiare. E' una trappola. E' l'ora degli sciacalli...'".
Sono queste le "poche frasi attribuite al professore" Carlo Marcelletti e riferite dal
"Corriere della Sera" all'indomani dell'indagine che ha portato ai domiciliari il cardiochirurgo siciliano con le accuse di truffa, peculato, concussione e detenzione di materiale pedopornografico. Agli avvocati, riferisce ancora il quotidiano di Via Solferino, il chirurgo "nega l'accusa di pedopornografia: 'E' un reato ritrovarsi con foto o messaggi ricevuti sul cellulare?'" avrebbe detto il chirurgo."E' l'unica breccia -riferisce ancora il giornale- aperta nel riserbo generale. Per scelta dell'imputato eccellente. 'Il silenzio farebbe pensare a qualcosa di eclatante'".
"E di eclatante per lui -continua il giornale- non c'e' nemmeno l'accusa del denaro chiesto ai genitori dei piccoli pazienti: 'Donazioni da 210, 200, 400 euro fino ad un massimo di 2.200 per un totale di 15mila euro...'.
Cifre lette e rilette agli avvocati RobertoTricoli e Carmelo Piazza per dire che deve esserci un abbaglio sulla storia della Onlus'