Cronaca • Cronache siciliane

Legambiente su Ztl Palermo: "provvedimenti illogici, si fa cassa..."

05 maggio 2008
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 "Parte la Ztl con un provvedimento a singhiozzo, che dà l'idea della volontà cangiante e discontinua che muove l'operato della giunta Cammarata. Dalle dichiarazioni di nessuna proroga mai, all'apertura del balletto delle proroghe a medio termine. Sembra di leggere la formula di una precarietà che sa tanto di stabilità". E' quanto si legge in una nota di Legambiente Palermo e del Movimento difesa del cittadino (Mdc), a proposito delle Zone a traffico

Sicinform
limitato istituite da oggi nel capoluogo siciliano.

"Nel contempo si continua a far cassa sulla pelle dei cittadini - aggiunge la nota - giustificandosi con i rischi determinati dallo stato dell'inquinamento dell'aria. Un falso storico, dopo le zone blu e i parcheggi a raso, di fatto privatizzati, ora i cittadini palermitani pagano per il diritto alla mobilità 'sostenibile'. Diritto alla mobilità che di fatto viene negato ai palermitani che alla data del 5 maggio non hanno visto realizzato quanto a loro promesso: non sono stati potenziati mezzi pubblici, i parcheggi di interscambio non sono ancora inseriti in un sistema razionale, le piste ciclabili sono ancora da venire, le aree di percorrenza dei mezzi pubblici su percorsi dedicati sono ancora sulla carta".

"Tutto quanto risulta un po' effimero - concludono le due associazioni -. Avevano chiesto al sindaco e all'assessore al ramo di garantire la fruizione a tutti i cittadini, nessuno escluso, del diritto alla mobilità e agli spazi all'interno della città, attivando buone pratiche e le migliori soluzioni che prevedevano anche la Ztl, ma solo con l'introduzione di un sistema di mobilità garantito per tutti attraverso i mezzi di trasporto pubblici e collettivi. Ma purtroppo 'Ei fu siccome immobile...'".(ANSA).

Fonte: adn kronos
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Anonimo 06 maggio 2008   22:30

E di sola cassa si tratta! E' come costruire un edificio senza le fondamenta! I parcheggi sono gravemente e colpevolmente insufficienti. Le piste ciclabili in via di lentissima realizzazione non hanno nessun criterio di SICUREZZA, basti guardare a quella realizzata in via Francesco Crispi (il rischio di scendere dal marciapiede e finire sotto le ruote di auto e camion è altissimo). Le piste ciclabili non devono avere doppio senso di marcia in pochissimo spazio e vi deve essere una fascia di rispetto fra i sistemi viari differenziati (transenne, o aiuole etc.). Un intervento serio sarebbe stato quello di chiudere al traffico, in modo assoluto, il centro storico ma prima andavano realizzati i parcheggi e potenziati i mezzi pubblici (tranne quelli alimentati a gas, pochi, gli altri vomitano scurissimi fumi. Ed allora i ciclisti devono respirare aria mefitica? Sono d'accordo, quindi,  con l'estensore dell'articolo!!! Aggiungerei alcune osservazioni su elementi fortemente inquinanti che sono: le navi che attraccano nel nostro porto devono tenere i motori accesi per produrre l'energia elettrica di cui bisognano (nei porti all'avanguardia l'energia viene fornita via cavo); i distributori di benzina verde, causa di leucemie, molto spesso sono a ridosso di edifici (ma non vi era un piano di sgombero che da decenni non viene messo in atto?); la sosta selvaggia che riduce la sede stradale ed è causa di ingorghi, oltre ad invadere frequentemente gli scivoli dedicati ai diversamente abili; i cassonetti dell'immondizia posti nei punti di attraversamento pedonale, per non parlare della distruzione dei loro coperchi di plastica con creazione di diossina; i ristoranti e gli alberghi che buttano enormi sacchi di plastica pieni anche di elementi oleosi, quando quegli oli non vengono riversati, fraudolentemente, nelle fogne cittadine; i vigili urbani, ovviamente non tutti, che non multano come dovrebbero, tutti quelli che non rispettano le leggi e che non dirigono il traffico (si dice che sono pochi...ma scusate tutti quelli che stanno dietro le scrivanie stanno tutti male o anno fatto delle carriere fulminanti?); la mancanza di coscienza civile di molti cittadini che si lamentano sempre degli altri ma loro sono alla stessa stregua poichè non anno il minimo rispetto di se, degli altri e nell'ambiente in cui viviamo; infine la non realizzazione di parcheggi sotterranei con giardini sovrastanti a raso. Qualcuno obietterà che nel centro storico non si può fare. Mi permetto di dire che la salvaguardia delle catapecchie spacciate per elementi storici sono l'alibi degli addetti ai lavori per non fare e non sapere fare Architettura nel rispetto degli assetti urbanistici (il resto d'Europa docet...).

Enzo Spinnato

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