Niente eutanasia per Bruno Contrada, l'ex 007 che sta scontando una pena defiinitiva a dieci anni per associazione mafiosa. A rigettare formalmente la richiesta, presentata due settimane fa dalla sorella dell'ex poliziotto quasi ottantenne, e' stato il giudice tutelare di Santa Maria Capua Vetere. "Ritenuta inammissibile l'istanza presentata in quanto finalizzata ad ottenere un'autorizzazione, da parte del Giudice Tutelare, alla commissione di una fattispecie di reato, in considerazione del fatto che nell'ordinamento giuridico vigente nello Stato italiano non e' prevista l'autorizzaizone alla 'morte legale''',il giudice, come si legge nel provvedimento "dichiara inammissibile l'istanza depositata da Anna Contrada". Inoltre, ha spiegato sempre il magistrato, ''ogni istanza relativa a Bruno Contrada deve essere presentata al giudice tutelare di Palermo, territorialmente competente''. La sorella di Contrada aveva spiegato di avere fatto la richiesta perche' convinta che il fratello "fosse gia' morto" a causa della detenzione, ritenuta "ingiusta".