"Il Comune di Catania è stato l'unico ente che, 'in nome e per conto dell'Inpdap', ha corrisposto 'gli interessi maturati per la mancata sospensione dei contributi previdenziali'". Lo afferma il professore Giovanni Grasso, legale del senatore Enzo Bianco, commentando la nota di ieri di Umberto Scapagnini dopo la condanna dell'ex sindaco a due anni e sei mesi di reclusione a conclusione del processo sui contributi per 'cenere lavica'.
"La soluzione prescelta dall'amministrazione comunale - aggiunge il penalista in un comunicato - non era stata suggerita dall'avvocatura comunale, che, al contrario, ha ritenuto la soluzione adottata assolutamente 'extra ordinem', tanto che uno dei suoi rappresentanti, sentito in dibattimento, l'ha definita 'una sciocchezza'".
"Il giudice del lavoro - ricorda inoltre il prof. Grasso - aveva respinto il 3 maggio 2005, e cioé prima della adozione delle due delibere della giunta, il ricorso presentato da un dipendente nei confronti del Comune di Catania, rilevando che l'Ente non rientrava tra quelli a cui si applicava la sospensione contributiva. Appare quindi del tutto pretestuoso - conclude il legale - il richiamo al pericolo che 'il Comune fosse chiamato a rispondere per danni ben piu' cospicuì, in relazione a possibili azioni di dipendenti comunali".