Cronaca • Cronache siciliane

La "denarite" impazza anche a Catania: un altro manifesto del boss Matteo Messina Denaro al Bellini di Catania. E il nome del boss è stato citato anche in un pezzo rap

di Romina Marceca
29 aprile 2008
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Il fenomeno è esploso qualche giorno fa, anche se alcuni giornalisti e fotografi ricordano che l'effige del boss trapanese sui muri della Cattedrale di Palermo c'era già da diverso tempo e che la notizia era già stata pubblicata dai giornali. Sta di fatto che da quando il murales che raffigura Matteo Messina Denaro ha attirato le televisioni, si è diffusa la "denarite", come abbiamo deciso di ribattezzarla, in diverse forme, anche nella musica con una citazione in una canzone rap. L'ultima immagine del latitante è apparsa, sempre in stile Pop Art, sulla facciata del Teatro Bellini di Catania. Lo striscione, che nei giorni scorsi era comparso sui muri di Palermo, e' accompagnato dalla scritta 'wanted'. L'iniziativa provocatoria e' del 'Bellini' che, spiega in una nota, 'vuole leggere l'idea palermitana come segno di cambiamento. Per questo, annunciano dal teatro di Catania, lo striscione restera' esposto fin quando il boss non verra' preso.

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Questa iniziativa avvalora una delle due ipotesi accreditate all'indomani della notizia del murales apparso sui muri di Palermo: un incitamento agli investigatori a catturare il boss, l'ultimo rimasto libero tra le fila della vecchia guardia di Cosa nostra. Oltretutto, è da ricordare, la Cattedrale si trova proprio di fronte la questura di Palermo e la squadra mobile. E gli ultimi arresti eccellenti, quello di Bernardo Provenzano nell'aprile del 2006 e quello dei boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo nel novembre scorso, sono stati proprio ad opera degli uomini della Mobile di Palermo. 

L'altra pista che potrebbe essere presa in considerazione per decifrare i dipinti è quella che interpreta il gesto dei dipinti come una manifestazione di idolatria. D'altronde, con rammarico di chi nelle vie del centro storico ci abita, non è una sorpresa trovare scritte del tipo: "W la mafia, abbasso la polizia", oppure "Più case e meno sbirri" e ancora peggio "Vogliamo un altro Raciti". Frasi che contrastano con il clima di legalità diffuso nel resto della città. E, infatti, il secondo murales apparso è quello scoperto nei pressi della facolta' di Giurisprudenza. Identico lo stile, che in entrambi i casi imita la pop art di Andy Warhol. Il volto del boss appare come in una vecchia fotografia con indosso un paio di occhiali da sole ed e' riprodotto in colori diversi. Sotto la scritta Messina Denaro, il simbolo del dollaro e la sigla FA.

 

Ad indagare sono i carabinieri che lavorano proprio per capire se si tratti di una bravata o di un segnale inquietante. E dopo il boss arriva il manifesto con le fotografie di Falcone e Borsellino. Una sorta di risposta all'ideatore del dipinto. Cartelloni con la scritta "Nel vostro ricordo per arrestare tutti i latitanti" sono stati affissi nel centro di Palermo. Alcuni sono stati messi anche sul murales che ritraeva il volto del boss mafioso latitante, firmato dall'Associazione 'mafia contro' di cui è portavoce Renato Campisi. Nel manifesto vi sono tre fotografie dei magistrati assassinati nelle stragi del '92.

E poi l'ultima trovata: il nome del mafioso spunta anche nel ritornello di un rap. Ecco il passaggio "In questa cosa sono il re, il messia, il veterano / il nuovo boss  come Matteo Messina Denaro/ tu sei un flop, un babbeo, una figa, un  baro / e prendi un tot di mazzate se ti ho sottomano".

 

Il brano e' "La gente fa" degli Enmicasa e fa parte dell'album "Senza respiro". Enmicasa, ossia Club Dogo, Marracash e Vincenzo da via Anfossi, nascono nel 1996 a Rho, nella periferia di Milano, anche se hanno tutti origini meridionali o spagnole. Il brano, che si puo' ascoltare su Internet, e' uscito a marzo. E Cosa nostra, intanto, continua a far parlare di sè. Anche nel campo dell'arte.

 

 

 

 

 

 

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Anonimo 01 maggio 2008   09:21

Non capisco il tanto parlare e scrivere su questa questione dei murali che rappresentano Matteo Messina Denaro. Andy Wharol fece diventare un'icona mondiale l'immagine di Mao Tse Tung che pure si era macchiato di crimini orribili  (il regime della Cina di oggi impalliderebbe) durante la rivoluzione maoista eppure nessuno diede peso più di tanto se non per una mera questione artistica. Non sarà il caso di lasciare che la questione si sgonfi? O siamo alla ricerca di un qualche altro "mostro" dell'arte del tipo di Haring o Basquiat?

Francesco Scorsone

Anonimo 30 aprile 2008   23:55

Il brano e' "La gente fa" degli Enmicasa e fa parte dell'album "Senza respiro". Enmicasa, ossia Club Dogo, Marracash e Vincenzo da via Anfossi, nascono nel 1996 a Rho, nella periferia di Milano, anche se hanno tutti origini meridionali o spagnole. Il brano, che si puo' ascoltare su Internet, e' uscito a marzo. E Cosa nostra, intanto, continua a far parlare di sè. Anche nel campo dell'arte.

 

1) ossia niente...Enmicasa,Club Dogo,Marracash e Vincenzo sono entità separate..gli ultimi 3 citati partecipano a "La gente fa.." pezzo presente su Senza Respiro degli Enmicasa.

2) nascono a Rho e nel 1996 solo gli Enmicasa

3) è uscito a marzo,il 2 ma del 2007

4) insinuare che la citazione nel pezzo è "far si che Cosa Nostra faccia parlare di sè nel campo dell'arte" è come insinuare lo stesso dell' articolo appena letto per quanto riguarda il campo del giornalismo...

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