"Nel mese di marzo del 1985 presi una villetta in affitto a Sant'Andrea perché fui allontanato dalla base militare di Birgi". Lo ha detto oggi l'ex sostituto procuratore della Repubblica di Trapani Carlo Palermo (sfuggito alla strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985), parlando agli alunni delle scuole elementari e medie di Erice.
Le minacce telefoniche, ha ricordato l'ex magistrato, cominciarono "a giungere sin dal primo giorno che misi piedi a Trapani" aggiungendo che quando si trasferì nella villetta di Sant'Andrea "le interminabili notti insonni erano continuamente interrotte dagli squilli muti del telefono". La vigilia dell'attentato Carlo Palermo l'ha vissuta come "una notte in attesa di qualcosa: sentivo l'imminenza del pericolo. E con me la sentivano anche gli agenti di scorta
costretti a non usare le sirene perché c'era stato chi aveva manifestato fastidio".
Visibilmente commosso - per ben tre volte ha dovuto sospendere il racconto - Carlo Palermo, tornato per la prima volta a Trapani ieri dopo 23 anni, si è rivolto a Margherita Asta dicendole: "hai avuto la forza di trasformare la tua rabbia in impegno". Nella strage di Pizzolungo morirono Barbara Asta, mamma di Margherita, e i suoi due figlioletti gemelli.