Cronaca • Cronache siciliane

La Sicilia al Vinitaly di Verona con 263 aziende

02 aprile 2008
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Sara' una Sicilia da record quella presente al Vinitaly '08, la piu' importante fiera del vino al mondo, che si svolgera' a Verona da dopodomani fino al 7 aprile. Le case vinicole dell'Isola che vi esporranno, saranno 263. E il dato, annunciano dall'Istituto regionale della vite e del vino, l'ente che per conto della Regione organizza gli 8.000 metri quadri del ''padiglione Sicilia'' (il numero 2), ''e' il piu' alto mai raggiunto''. Gli stand aziendali nello spazio Sicilia, precisa l'Irvv,sono passati dai 200 del 2005 ai 222 del 2006 ai 236 del 2007 per toccare, quest'anno, quota 263, distribuiti tra sei e 130 metri quadri.

Per Dino Agueci, presidente dell'Istituto, ''una cosi' alta partecipazione e' indice dello sforzo di miglioramento qualitativo cheil settore nel complesso conduce da ormai quasi due decenni''. Ne e' riprova il fatto, rileva l'Istituto, che nell'Isola l'attivita' di confezionamento cresce in modo esponenziale. ''Attualmente - sottolinea il vicepresidente Giancarlo Conte - sono piu' di 500 le case che imbottigliano il vino, che si segnala per il buon rapporto qualita'-prezzo, sia nel mercato Italia che in quelli esteri''.

Sicinform

Al riguardo fanno il punto le elaborazioni dell'ufficio studi dell'Irvv, che informano, per esempio, che in un mercato emergente come quello russo, il prezzo medio del vino siciliano confezionato si attesta sui 7,62 euro al litro; in un Paese come la Svizzera, di consolidata presenza del made in Sicily, si ferma a 4,14 euro. Ma la Sicilia del vino, quest'anno a Verona battera' un altro record.

Saranno infatti 1.996, per 27 tipologie tra igt, espressioni delle 22 doc dell'Isola e dell'unica docg (la Cerasuolo di Vittoria), le etichette siciliane che faranno bella mostra dagli stand del padiglione due. Saranno rossi, rosati, bianchi, marsala, vermouth ''e anche grappe e spumanti che sono la nuova frontiera del made in Sicily'', afferma Gianmaria Sparma, direttore generale. In vetrina saranno inoltre: rosoli, amari, vini da uve zibibbo, liquorosi, moscati, passiti, malvasie, biologici, acquaviti, vini dolci e vendemmie tardive.Una varieta' d'offerta che rende giustizia all'economia del settore che, secondo gli ultimi dati dell'assessorato regionale Agricoltura, al gennaio scorso conta 120 mila ettari a vite, per il 64% a uve bianche, per il 36% con uve nere.

Nel vigneto Sicilia, fa sapere ancora l'Irvv, galoppa specialmente il Nero d'Avola, che e' passato dal 10,45% di territorio vitato nel 2000 al 16,10% degli ettari a vigneto nel 2008. E in generale, crescono le prospettive delle uve a bacca rossa. Tanto che quest'anno per la prima volta i rossi siciliani a Verona surclassano vistosamente i bianchi. Sono 954 le etichette di vino rosso contro 586 di bianco. Sono 43 quelle dei rosati.Tra le novita' della presenza siciliana alla 42esima edizione del Vinitaly, lo stand della cantina sperimentale dell'Irvv, la Dalmasso, di Marsala (Trapani). I tecnici dell'Istituto vi illustreranno i risultati delle ricerche svolte anche in forza del ''laboratorio multisito'' dell'ente (con sedi a Palermo, Alcamo, Marsala, Milazzo e Noto).

E vi mostreranno le produzioni sperimentali,dai lieviti ai vini alle grappe alle bollicine, e i traguardi conseguiti sul fronte delle selezioni clonali e dell'idoneita' all'impianto di vitigni non ancora registrati nel catalogo nazionale delle varieta'. Sul primo punto, il caso piu' recente e' quello delle 595 ''barbatelle-base'' di Nerello Mascalese ottenute grazie al clone NF5,messo a fuoco assieme da Irvv e universita' di Catania e riprodotto, nei giorni scorsi, da Ersagricola spa, del Friuli Venezia Giulia.

Riguardo ai nuovi vitigni, le ricerche per il miglioramento di varieta' autoctone e patrimonio ampelografico si sono concentrate, nelle ultime settimane, sullo studio dell'adattabilita' all'ambiente isolano di due ''Incroci Rigotti'', il ''Sennen'' e il ''Gosen''. Per entrambi, annuncia l'Irvv, ''la fase ulteriore della sperimentazione riguardera' gli assemblaggi con varieta' autoctone, per la creazione di vini con caratteri gusto-olfattivi diversi dagli standard presenti sul mercato''.

Da segnalare, ancora, che operatori e stampa, nei giorni della kermesse, potranno gustare le specialita' gastronomiche dell'Isola in abbinamento con i vini made in Sicily, nel ristorante ''I Vicere''', nella galleria 2/3 del padiglione due. Ogni giorno grandi chef siciliani vi si cimenteranno per esaltare, sul campo, le qualita' di cibi e vini regionali.

L'Irvv e' un'istituzione pubblica che nel 2007 e' stata riconosciuta dalla Regione ''ente di ricerca''. Dall'assessorato regionale Agricoltura e' stato pure individuato quale''organismo di controllo e certificazione'' di doc e docg isolane. Ed e' stato accreditato quale ente competente a svolgere attivita' di formazione professionale.Inoltre, auspice l'Enoteca italiana di Siena, e' stato scelto dal governo di Malta quale istituto certificatore della qualita' del ''Wine of Malta'', l'equivalente delle nostre doc. La rassegna veronese impegna, in totale, 80 mila metri quadri netti su cui espongono 4.200 standisti che arrivano da ogni angolo del pianeta.

Fonte: adnKronos
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