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L'ospedale di Patti e le denunce dei lettori

30 marzo 2008
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"Siamo stanchi delle chiacchiere e delle false promesse sull’Ospedale di Patti. Per questo tornerò ad incatenarmi e inizierò lo sciopero della fame contro ogni depotenziamento della struttura e soprattutto affinché la Direzione dell’USL risponda in modo chiaro sul futuro del nosocomio pattese. A comunicarlo il Presidente dell’Associazione Consumatori Siciliani Nicola Calabria.

“Nel febbraio del 2007 avevamo lanciato l’allarme sul

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depotenziamento dell’Ospedale” dice Nicola Calabria “ma non siamo stati ascoltati. Ad oggi vediamo solo interventi sui giornali, chiacchiere, il solito bla,bla,bla, ma soprattutto nessuna risposta concreta sul futuro dell’ospedale”.

“Metteremo in atto le nostre iniziative” continua Nicola Calabria “a partire dalla prossima settimana, e staremo in agitazione fino a, quando non avremo risposte certe. Se il mondo politico ha intenzione di giocare con il diritto alla salute, ha sbagliato mittente, perché l’Associazione scenderà in piazza se sarà necessario”.

“Probabilmente se nel febbraio del 2007 quando lanciammo l’allarme s’intraprendevano tutte le iniziative volte a salvaguardare l’Ospedale, non saremmo arrivati a questo punto. Invece di sottovalutare i problemi” continua Nicola Calabria “la classe politica dovrebbe attivarsi subito, per evitare di far prendere pugni allo stomaco ai cittadini indifesi, ed evitare di mettere a rischio il diritto alla salute della gente”.

“La città di Patti credo che sarà d’accordo” spiega Nicola Calabria “sul fatto che l’Ospedale vada difeso anche con i denti, e che non è possibile sostenere una situazione in cui ogni giorno arrivano notizie di depotenziamento che creano incertezze e allarmismo tra la gente”.

“Occorre che la gente si mobiliti” continua Nicola Calabria “per difendere il proprio diritto alla salute e soprattutto per evitare la beffa: ovvero di trasformare l’ospedale in un grande poliambulatorio”.

È difficile concepire allo stato attuale” dice Calabria “la strategia dei vertici dell’USL5, che sta depotenziando reparti importanti e soprattutto che erano e sono il fiore all’occhiello del nosocomio pattese. Ci sembra che si stia tentando un colpo di mano a favore d’altre strutture, da qui la necessità di colpire in maniera direi chirurgica l’Ospedale pattese”.

“Penso che allo stato attuale” termina Nicola Calabria “i pattesi e i tutti i cittadini serviti dalla nostra struttura non si sentano garantiti sufficientemente sul futuro della struttura, costata miliardi di vecchie lire e che non si sa perché adesso deve subire scelte di politica sanitaria autodistruttiva. Invece di colpire la sanità pubblica perché non s’iniziano a chiuder ei rubinetti verso la sanità privata?”.

 

 

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